Legalità e coraggio, fronte comune contro il racket: Siracusa non si piega

Un grande striscione su cui campeggiava la scritta “Siracusa non si piega” ha aperto il corteo che questa sera ha raggiunto piazza Archimede, dopo essere partito da piazza Euripide. Nata come risposta comunitaria della società civile, dopo i ripetuti episodi criminali che nell’ultimo mese hanno creato allarme sociale, alla manifestazione hanno aderito associazioni, comitati, partiti, studenti, cittadini e persino la Diocesi di Siracusa.
Slogan e cori hanno contribuito a rendere ancora più forte il messaggio contro ogni forma di intimidazione, da parte di una comunità che non si lascia piegare dalla violenza.
Al corteo ha partecupato anche il presidente dell’Antimafia regionale, Antonello Cracolici. Presente anche la deputazione nazionale siracusana con Luca Cannata (FdI), Filippo Scerra (M5S) e Antonio Nicita (Pd). Il presidente provinciale della Federazione Antiracket, Paolo Caligiore, ha ribadito l’importanza della denuncia come unica, vera forma di difesa per imprenditori e commercianti, ricordando come esistano ormai strumenti efficaci per non ritrovarsi da soli. “Il racket c’è, mancano le denunce”, ha poi amaramente constatato.
Tanti anche i sindaci del territorio che hanno partecipato alla manifestazione, tra loro anche Giuseppe Stefio che poche settimane addietro è stato oggetto di una grave intimidazione, con una lettera anomima contenente anche un proiettile e minacce alla sua famiglia.
Una delegazione del comitato promotore della manifestazione ha poi incontrato il prefetto di Siracusa. Chiara Armenia, a cui è stato consegnato un documento condiviso e sottoscritto da tutte le realtà aderenti, con richieste e proposte emerse dal percorso collettivo costruito in queste settimane.
Siracusa vuole andare oltre chi specula su paure e preoccupazioni, per continuare a muoversi nel tracciato della legalità e dell’ordine. Per riuscirci, dovrà contare su una nuova responsabilità diffusa, in primis tra i cittadini. La risposta tiepida della gente comune alla manifestazione, indica però come serva ancora una costante azione di sensibilizzazione.