L’ultimo abbraccio a Franco Neri, sabato i funerali al Santuario della Madonna delle Lacrime

Siracusa si è stratta attorno alla famiglia di Franco Neri. Un’ondata di sincero cordoglio attraversa da ore Siracusa ed i social, per la scomparsa di uno dei suoi volti più amati e riconoscibili, imprenditore, maestro pasticcere, animatore culturale e instancabile promotore dell’identità siracusana. Un visionario, capace sempre di anticipare i tempi con un sorriso.
I funerali saranno celebrati sabato alle 10, nel Santuario della Madonna delle Lacrime. La camera ardente è stata allestita in via Agrigento 10 ed è meta di un continuo pellegrinaggio di amici, colleghi, rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini che vogliono stringersi attorno ai familiari.
È proprio questo incessante via-vai a raccontare meglio di qualsiasi parola quanto profonda fosse la traccia lasciata da Franco Neri. Nel suo storico bar-laboratorio, alle spalle di viale Teocrito, si sono incrociati per decenni artisti, giornalisti, imprenditori, studenti e curiosi. Quel locale era una fucina di idee, un laboratorio permanente dove ogni incontro poteva trasformarsi in un progetto, un evento culturale, un’iniziativa di promozione del territorio o in una trovata capace di far sorridere e riflettere da Siracusa a Bolzano.
Franco Neri aveva fatto della creatività il suo tratto distintivo. L’invenzione più celebre resta senza dubbio la Cannoloterapia, marchio registrato che negli anni ha trasformato un dolce simbolo della Sicilia in un’esperienza di convivialità e promozione del territorio, conosciuta ben oltre i confini dell’Isola. Ma ridurre la sua figura a quella brillante intuizione sarebbe limitante. Era un comunicatore naturale, capace di raccontare Siracusa con ironia, passione e originalità, trasformando ogni prodotto in una storia e ogni evento in un’occasione di incontro. Basta vedere la sua ultima apparizione in tv, su Rai Uno, nel corso della puntata di Linea Verde dedicata a Siracusa.
Era il suo stile inconfondibile. Come gli immancabili occhiali dalle montature colorate, le cravatte fantasiose, il sorriso sempre pronto, la battuta arguta, quell’energia contagiosa – anche sussurata – che riusciva a coinvolgere chiunque gli stesse accanto. Difficile ingabbiarlo in una definizione.
Negli anni aveva saputo anticipare i tempi. Dalle esperienze della Terrazza Mokambo al Forte Vigliena, quando intuì le enormi potenzialità di un’Ortigia ancora lontana dall’essere il cuore pulsante del turismo cittadino, fino alle centinaia di iniziative culturali e gastronomiche che hanno contribuito a valorizzare Siracusa e le sue eccellenze.
In queste ore i messaggi di cordoglio si susseguono senza sosta. Cna Siracusa, di cui era presidente del comparto Agroalimentare e dirigente regionale, lo ha definito un punto di riferimento capace di coniugare artigianato, cultura e valorizzazione del territorio. Anche il sindaco Francesco Italia ha sottolineato il suo estro fuori dal coro e il suo fiuto imprenditoriale, ricordando come abbia saputo aprire nuove strade per Siracusa con intuizioni spesso anticipatrici dei tempi.
La città perde un protagonista autentico della sua vita culturale e sociale. Ci lascia il suo modo di guardare il mondo, un eredità che traccia un paradigma coraggio per “fare”, “crescere”, “produrre”.