Ma esattamente, il Ccr di Targia…a cosa serve? Racconto di un’esperienza tragicomica
Questa è l’esperienza diretta di chi vi scrive. Un’esperienza che, ne sono certo, assomiglia molto a quella di tanti cittadini siracusani. Come molti di voi, lavoro dal lunedì al sabato. La domenica è spesso l’unico giorno disponibile per dedicarsi a quelle incombenze che durante la settimana vengono inevitabilmente rimandate. Cose come sistemare casa, fare pulizia, liberarsi di oggetti e materiali accumulati nel tempo.
Così decido di portare alcuni rifiuti al Centro Comunale di Raccolta. A Siracusa, la scelta è praticamente obbligata: il Ccr di Targia. Quello di Cassibile, infatti, assomiglia più a un’isola ecologica che a un vero centro di raccolta. Carico allora l’auto. Alcuni oggetti in ferro, sacchi di abiti usati, contenitori vuoti di pittura. Dalla zona sud della città mi metto in viaggio verso Targia, all’estremo opposto di Siracusa. Tempo, carburante e pazienza.
Finalmente arrivo, pronto a conferire correttamente. Ma qui l’amara sorpresa. Il ferro non si può conferire. Gli abiti usati non si possono conferire. I contenitori di pittura non si possono conferire. Non quel giorno, almeno. Forse l’indomani, forse no.
A questo punto la domanda sorge spontanea: ma per fare cosa è aperto il Ccr? La risposta è disarmante. Per conferire carta, cartone, vetro, plastica, indifferenziato e poco altro. Esattamente le stesse tipologie di rifiuti che vengono già ritirate con il porta a porta. O che si possono smaltire nelle isole ecologiche smart.
E allora viene da chiedersi quale sia il senso di un centro di raccolta che, in verità, non raccoglie buona parte dei materiali che i cittadini, responsabilmente, cercano di conferire.
E ancora, perché un cittadino dovrebbe attraversare la città per portare rifiuti che poi non vengono accettati? Perché si continua a chiamarlo Centro Comunale di Raccolta se, nei fatti, funziona come una versione leggermente più grande dei mastelli che abbiamo già davanti casa?
Anche questo è un pezzo, piccolo ma estremamente significativo, del perchè il servizio di igiene urbana a Siracusa non brilla. Un servizio che continua a scaricare inefficienze e disagi sui cittadini, pretendendo collaborazione senza offrire strumenti adeguati.
Ma naturalmente non è colpa di nessuno. Nessuno ne risponde. E’ così e basta. Come per i cassoni mobili disponibili in giorni e orari in cui la gente normale lavora. O i limiti di conferimento a tre pezzi per utente allo svuota-cantine o i cassoni per gli sfalci già pieni ad ora di pranzo (e quindi inutilizzabili) nonostante gli orari di servizio arrivano fino alle 16. E alla fine la narrazione è sempre la stessa, il problema sarebbero i cittadini che non collaborano abbastanza. Facile, no?!?