Ma quella non è Pantalica! Erroraccio nelle tabelle turistiche ventennale Unesco e imbarazzo istituzionale

Pantalica scambiata per Myra, altro che svista. La foto che ritrae il sito turco quando le indicazioni sono per la necropoli rupestre di Pantalica è un vero e proprio errore marchiano. Un papocchio. Purtroppo non isolato, visto anche gli strafalcioni in inglese sempre nella stessa cartellonistica rivolta ai turisti. Un modo poco edificante di promuovere un sito patrimonio Unesco.
Ne è nato un acceso dibattito sui social che ha provocato le rimostranze delle istituzioni locali. Non è dato sapere se con imbarazzo dei responsabili.
A finire sotto accusa sono alcuni nuovi pannelli turistici installati lungo il percorso dedicato a Pantalica. Come hanno superato tutti i controlli prima della stampa e dell’installazione? Domande ancora senza risposte.
La vicenda è presto approdata anche sul piano istituzionale. Il sindaco di Sortino Vincenzo Parlato ha infatti inviato una formale lettera al Comune di Siracusa, ente capofila del progetto, definendo l’accaduto un episodio “increscioso” che rischia di arrecare un danno d’immagine a uno dei siti archeologici e naturalistici più importanti della Sicilia. Nella nota viene evidenziato come l’errore mortifichi il valore storico e culturale di Pantalica proprio nell’anno in cui si celebrano i vent’anni dal riconoscimento Unesco del sito “Siracusa e Necropoli rupestri di Pantalica”.
Il primo cittadino di Sortino chiede quindi un immediato intervento per la rimozione o la sostituzione della cartellonistica errata, oltre a una verifica sulle procedure che hanno portato alla realizzazione e all’installazione dei pannelli senza che l’evidente refuso venisse rilevato.
Le rimostranze sono state indirizzate al Comune di Siracusa, capofila dell’iniziativa che ha curato la realizzazione della cartellonistica nell’ambito del progetto dedicato alla valorizzazione del territorio in occasione del ventennale Unesco. Un progetto che punta a promuovere il patrimonio naturalistico, archeologico e paesaggistico dell’area attraverso itinerari integrati, punti di sosta attrezzati, strumenti digitali e pannelli informativi.
La cartellonistica, infatti, rientra nell’intervento “Le linee del cuore tra terre e mari”, un’iniziativa finalizzata alla creazione di percorsi culturali e naturalistici tra l’entroterra e la costa siracusana.
Resta adesso da capire come sia stato possibile arrivare all’installazione di pannelli contenenti un errore tanto evidente e se verranno accertate eventuali responsabilità lungo la filiera di progettazione, verifica e stampa. Nel frattempo, il caso continua ad alimentare polemiche e ironie sui social, dove in molti sottolineano come una simile svista rischi di compromettere l’immagine di un sito riconosciuto e tutelato a livello mondiale. L’errore appare ancora più clamoroso se si considerano le profonde differenze tra i due siti. Pantalica è una delle più importanti necropoli rupestri del Mediterraneo: custodisce oltre 5.000 tombe scavate nella roccia, risalenti prevalentemente all’Età del Bronzo (XIII-VII secolo a.C.), ed è inserita dal 2005 nella lista del Patrimonio mondiale dell’Unesco insieme a Siracusa. Myra, invece, è un’antica città della Licia, nell’attuale Turchia, celebre soprattutto per il teatro romano, le monumentali tombe rupestri scolpite nella parete rocciosa e per essere stata la sede vescovile di San Nicola, il santo che ha ispirato la figura di Babbo Natale. Due luoghi accomunati soltanto dalla presenza di tombe nella roccia, ma appartenenti a epoche, civiltà, contesti geografici e culturali completamente diversi. Confonderli in una cartellonistica destinata ai visitatori rappresenta quindi un errore difficilmente giustificabile.