Mancata partecipazione ai bandi per le reti idriche, Assenza (Aretusacque): “Non c’erano i requisiti”

Non si abbassano i toni delle polemiche sul tema della gestione idrica nella fase di passaggio da Siam ad Aretusacque. Dopo le accuse lanciate dal deputato Luca Cannata di Fratelli d’Italia, che ha contestato la mancata partecipazione della provincia di Siracusa ai bandi per il miglioramento delle infrastrutture idriche, il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque, Giuseppe Assenza entra nel merito della vicenda. Di seguito la nota integrale diffusa a nome della società che nelle prossime settimane- e comunque al termine della nuova proroga di dieci giorni concessa- subentrerà operativamente nella gestione del servizio idrico integrato in buona parte dei comuni del Siracusano.

“Da verifiche tecniche ed amministrative da parte di Aretusacque spa è emerso che la società non poteva partecipare atteso che non era in possesso dei requisiti previsti dall’Avviso per accedere allo Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico (SFNIISSI). Per accedere a tali fondi infatti – volti al miglioramento delle prestazioni delle reti idriche delle nostre città – necessitava che i progetti fossero già ricompresi nel perimetro del PNIISSI ovvero in altri elenchi già normativamente individuati in precedenza.

In particolare, si rappresenta che: Aretusacque S.p.A. non dispone di interventi/progetti già ammessi, atteso che il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI), è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 dicembre 2024, data in cui la Società non risultava ancora costituita. La presentazione delle proposte di inserimento nel Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico ( SFNIISSI), così come per l’individuazione degli interventi di cui all’Allegato IV del D.L. 77/2021 richiamato da più parti, risale al 21 giugno 2023.

È di lapalissiana intuizione dunque che la mancata partecipazione di Aretusacque S.p.A. allo strumento finanziario nazionale è derivata da oggettiva impossibilità a partecipare, ( la costituzione di detta società è avvenuta successivamente al termine del 21 Giugno 2023) e non certo per scelta e valutazione discrezionale degli organi sociali. Ad ulteriore precisazione, si chiarisce, inoltre, che ai suddetti Bandi potevano partecipare tutti i Comuni, in quanto titolari delle concessioni di derivazioni idriche.

Duole ricordare, infine, come sia stato escluso dalla graduatoria dei Bandi regionali, pubblicata nelle scorse ore, il Comune di Avola, seppur titolare di tre progetti per un ammontare di circa 4 mln di Euro, ritenuti inammissibili per documentazione incompleta e totalmente priva degli allegati richiesti, al contrario dei Comuni di Melilli, Sortino, Ferla, Lentini e Noto che hanno ottenuto nel corso di questi anni – anche grazie alla collaborazione istituzionale con ATI – finanziamenti per oltre 10 milioni di Euro, in quanto i loro progetti sono stati valutati “ottimi”. In relazione alle carenze progettuali riscontrate dagli uffici regionali, siamo certi che il sindaco di Avola saprà individuare i responsabili, comunicarne i nominativi e procedere conseguenzialmente ai provvedimenti del caso.

Oltre però gli aspetti tecnici, gioverebbe rammentare che compito primario di un Deputato nazionale dovrebbe essere quello non di intervenire a Bando scaduto, ma di informare, sollecitare a tempo debito gli Enti locali interessati, incalzarli, fungere insomma da pungolo, piuttosto che sollevare l’ingiusto clamore della propaganda, a buoi scappati. D’altra parte, se anche il Comune di residenza è risultato il più impreparato, non c’è da stupirsi più di tanto. Per tutto quanto sopra specificato, risulta infondato, arbitrario e fuori luogo ogni eventuale accusa di omessa sorveglianza allo scrivente Comitato”.