Mercatino di Ortigia, commissioni congiunte dopo il ‘passo falso’ di martedì

Convocata per domani mattina la seduta congiunta delle commissioni consiliari prima e terza, chiamate ad approfondire la vicenda relativa al mercatino delle Arti e delle Tradizioni allestito in largo Aretusa fino alla fine di settembre. Il presidente della prima commissione, Luigi Cavarra ha così dato seguito a quanto emerso quando, la settimana scorsa, ha convocato i componenti della commissione, l’assessore e i dirigenti dei settori competenti, chiudendo però praticamente subito la seduta visto che era emersa la necessità  di affrontare in tema nella sede giusta, che non poteva prescindere dal coinvolgimento proprio della terza commissione. In quell’occasione diversi consiglieri hanno fatto notare come fosse opportuno rinunciare al gettone di presenza, visto che nessun lavoro era stato svolto dopo aver praticamente solo risposto all’appello. L’idea emersa era quella che si potesse altrimenti anche prefigurare un’ipotesi di danno erariale. Qualcuno aveva subito dopo parlato di “scivolone” da parte di Cavarra. Dal canto suo, il consigliere di Grande Sicilia ha spiegato che l’intenzione sarebbe stata quella di concentrare intanto l’analisi sull’aspetto urbanistico. Con la seduta congiunta di domani, si dovrebbe avviare la verifica di tutti i passaggi e delle autorizzazioni concesse al mercatino di largo Aretusa, inclusi gli aspetti legati alla tutela paesaggistica. Tra le risposte a cui Cavarra vorrebbe ottenere, quella che spiega il motivo per cui in genere “i mercatini vengono autorizzati dopo un passaggio in consiglio comunale e in questo caso, invece, non si è fatto”.
La polemica, che ha anche visto l’invio di una mail anonima da parte di un sedicente “consigliere.siracusa”, si inserisce in un periodo in cui sembrano essere riemerse delle tensioni anche in seno alla maggioranza a Palazzo Vermexio, con spifferi gelidi tra un gruppo e l’altro e  numero legale che più volte è venuto meno o non è affatto stato raggiunto nemmeno al primo appello del presidente Alessandro Di Mauro.