Mercato ittico, due anni dopo l’inaugurazione è ancora chiuso: “nuovo bando, poi via al piano B”
Nonostante una inaugurazione datata settembre 2024, nel pieno dei giorni del G7 Agricoltura di Siracusa, l’ex mercato ittico di largo Arezzo della Targia rimane ancora oggi un cancello chiuso. In questi due anni, Palazzo Vermexio ha tentato la via dell’affidamento attraverso procedura di gara europea. Un iter risultato particolarmente travagliato per gli uffici e risultato complessivamente lungo, in termini temporali. Concluso, peraltro, con un nulla di fatto tra tentativi a vuoto e una successiva offerta poi risultata non adeguata. L’immobile, chiuso da oltre 20 anni, è stato ristrutturato attraverso un finanziamento di circa tre milioni di euro, con fondi Feamp dell’Unione Europea tramite la Regione. L’edificio è stato restaurato ed attrezzato con impianti di ultima generazione.
L’assessore ai lavori pubblici, Edy Bandiera, non si nasconde. “Possiamo affidare la gestione di quel bene soltanto attraverso un bando di evidenza pubblica. Vista la sua rilevanza, anche economica, noi abbiamo addirittura optato per un bando di valenza europea. Purtroppo non ha avuto un aggiudicatario. Qualcuno ha bussato alla porta, interessato. Ma non possiamo dare le chiavi dell’ex mercato ittico tramite affidamento diretto o provvisorio”. Che fare allora, due anni dopo l’inaugurazione? “Abbiamo emesso un nuovo bando, con la speranza che stavolta si arrivi alla individuazione di un soggetto gestore. Ora, non mi nascondo che il settore stia attraversando un momento difficile, soprattutto in Sicilia. Abbiamo però il dovere di riprovarci”, spiega Bandiera.
Ma se anche questo bando dovesse concludersi – speriamo prima di altri due anni – senza alcun vincitore? “In quel caso, dovremo procedere con il piano B e quindi stiamo immaginando di destinare l’ex mercato ittico ad altro. Abbiamo avviato alcune interlocuzioni con la Regione, che ha finanziato l’opera. E posso anticipare che abbiamo individuato un’ipotesi di lavoro. Riassumendo, abbiamo il dovere di espletare il secondo bando. Qualora andasse non aggiudicato o deserto, abbiamo un’ottima idea sulla quale lavorare…”.
Nessuna indicazione su quale potrebbe essere il “piano B”, alternativa al mercato ittico. Ma potrebbe non essere troppo dissimile da un luogo di compravendita aperto al pubblico, con ampio spazio per i prodotti del mare, anche lavorati, ma non solo.
La preoccupazione, nel frattempo, è che la prolungata chiusura possa tradursi in un ammaloramento o – peggio – in un via libera per raid di vario tipo. “Da questo punto di vista, posso subito rassicurare: l’ex mercato ittico è videosorvegliato h24 e quindi difficilmente può essere vandalizzato”.