Miasmi, il Codacons: “Trasparenza e misure per ridurre le emissioni”

“Benzene a Priolo con una concentrazione pari a 110 µg/m³, a fronte di un valore di riferimento di 20 µg/m³. Ad Augusta, in pieno centro abitato, il benzene ha raggiunto circa 90 µg/m³, mentre superamenti sono stati registrati anche a Melilli e Siracusa”.
Il Codacons sottolinea dei dati che ritiene non possano essere definiti soltanto miasmi.
“Nella stessa giornata, sempre a Priolo, spiega l’associazione a tutela dei consumatori, sono stati rilevati livelli di ozono e idrocarburi non metanici pari a 741 µg/m³, a fronte di un valore di riferimento di 200 µg/m³.
“Questi dati – afferma la prof.ssa Anna Maria Panico, Vice Direttore del Dipartimento Regionale Ambiente del Codacons – impongono una domanda che non può più essere rinviata: quale impatto hanno sulla salute delle migliaia di persone che vivono ogni giorno nel polo industriale siracusano?”
“Il benzene – sottolinea Panico – è classificato dall’IARC nel Gruppo 1 delle sostanze cancerogene certe per l’uomo e l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che, per questa sostanza, non esiste una soglia di esposizione completamente priva di rischio. Per questa ragione – aggiunge Panico – la normativa europea, recepita dal D.Lgs. 155/2010, fissa un valore limite annuale di 5 µg/m³, proprio per limitare il più possibile l’esposizione della popolazione.”
Per il Codacons il vero problema non è soltanto il singolo episodio, ma il ripetersi di questi eventi nel corso degli anni e il possibile effetto cumulativo delle esposizioni continue a benzene, composti organici volatili, ozono e altri inquinanti.
“Ogni nuovo picco – spiega la prof.ssa Panico – si somma a una storia ambientale che il territorio conosce da decenni e che non può essere ignorata. Per i cittadini non si tratta di un evento eccezionale, ma dell’ennesimo episodio che alimenta un clima di incertezza e preoccupazione.”
“Chi vive, lavora o manda i propri figli a scuola in quest’area – osserva Panico – ha il diritto di sapere non soltanto da dove provengano i miasmi, ma anche quali possano essere gli effetti dell’esposizione ripetuta a queste sostanze.”
Non basta individuare l’impianto responsabile o spiegare l’origine degli odori. Secondo il Codacons occorre una valutazione sanitaria trasparente, che tenga conto dell’effetto cumulativo delle esposizioni e dei possibili impatti sulla popolazione residente.
Il Codacons chiede alle istituzioni competenti di rendere pubblici tutti i dati validati delle centraline, individuare con tempestività le sorgenti emissive, comunicare chiaramente i rischi sanitari associati agli episodi di inquinamento, adottare misure immediate per ridurre le emissioni e avviare un monitoraggio epidemiologico continuo della popolazione esposta”.