Movida pop e yacht vip, le due anime della Marina e la difficile ricerca di un equilibrio

E’ sempre più complessa la convivenza tra le due diverse “anime” della Marina. Da una parte ci sono i locali che animano e colorano la notte; dall’altra la banchina dove ormeggiano lussuosi yacht che spesso ospitano personalità assortire dell’imprenditoria e del jet-set internazionale. Nella breve distanza di poche decine di metri, si fronteggiano due concezioni opposte di “vacanza” e di “intrattenimento”, con risultati non sempre esaltanti. Succede così che, nei giorni scorsi, due dei tre yacht attraccati in banchina abbiano deciso, in fretta e furia, di levare le ancore. Si tratta del quaranta metri a vela Beyond e del President. “In un caso, hanno tolto gli ormeggi in piena notte, esasperati dalla musica costantemente ad alto volume”, racconta Alfredo Boccadifuoco. Il punto non sarebbe “spegnere” l’intrattenimento o le occasioni di divertimento, ma almeno vigilare sul rispetto di orario e volumi. Per tutelare le esigenze di tutti i player del settore.
E non è neanche l’unico problema. Ci sarebbe, infatti, anche chi decide di salire a bordo…senza essere invitato. “Invasioni” per un selfie, spavalderia o altro. Gli episodi sono limitati, ma finiscono per passare di bocca in bocca tra capitani di yacht. Soluzioni? Maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine. “Li chiediamo ogni anno. Capisco che ci siano mille esigenze, ma qui si gioca con un intero settore. Con l’arrivo della bella stagione, bisogna presidiare la Marina. Soprattutto la notte, mica alle 5 di pomeriggio. Abbiamo sollecitato anche la Prefettura su questo tema”, rivela l’agente marittimo.
Lontano dai riflettori, intanto, si discute anche sulla opportunità di creare una sorta di barriera divisiva – a vetri – per garantire un corridoio “sicuro” agli yacht, lato banchina. Una sorta di area accoglienza, con piante e divanetti per creare un ambiente accogliente ed elegante, capace anche di “abbattere” i volumi della musica che proviene dai locali. Un progetto che però si scontra con alcune resistenze, motivate dalla volontà di evitare una divisione tra ricchi e poveri e dalla necessità di non creare una nuova barriera tra i siracusani ed il mare del porto Grande.
Allo stato attuale, l’impressione è che la Marina si trovi davanti a un bivio delicato. Buon senso suggerisce che non sia il caso di lasciare che interessi diversi si scontrino ogni estate. Meglio scegliere una regia capace di tenere insieme turismo, intrattenimento, decoro e accoglienza di fascia alta. Perdere la nautica di lusso non equivale a risolvere i problemi della movida. E viceversa.
Ma se negli ultimi anni Siracusa ha saputo attirare eventi firmati Dolce e Gabbana, Fendi e Pucci è anche per via di quella sua allure da meta vip che è riuscita a costruire con azioni indovinate. Non è questione di decidere chi abbia più diritto ad “occupare” la zona, ma comprendere che uno dei luoghi simbolo può restare attrattivo solo trovando un equilibrio tra divertimento per tutti e qualità.