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No, al pagamento dell'Imu, "Pachino, Portopalo, Rosolini e Noto vanno considerate zone svantaggiate"

Un coro di no all’Imu sui terreni agricoli nella zona del Sud est della provincia. E’ quello che si è levato ieri sera nel corso di una riunione che si è tenuta nella sala convegni di contrada Zacchita, a Rosolini, alla presenza di molti proprietari di terreni agricoli di Noto, Pachino, Portopalo e Rosolini, del parlamentare regionale all’Ars, Pippo Gennuso, del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti e, ancora, di Corrado Calvo, già sindaco di Rosolini e dell’assessore alle Attività produttive di Noto, Nino Sammito.
“Non si è tenuto conto – ha detto il deputato Gennuso – che qui ci troviamo in aree svantaggiate e l’Imu sui terreni agricoli è soltanto una tassa vessatoria. Si tratta di un tributo iniquo imposto da un governo “predone” che tartassa le fasce più deboli in un momento di crisi economica senza precedenti”.
Ha aggiunto il primo cittadino di Noto: “A essere maggiormente esposti alle sollecitazioni dei cittadini sono i sindaci e i parlamentari regionali, perché la gente non può pagare un tributo iniquo. Il governo, che ha cercato di apportare modifiche, ha scaricato questa patata bollente sulle amministrazioni. Il Comune di Noto dovrà versare allo Stato più di 3 milioni e 700 mila euro e non si capisce come è stato calcolato questo importo”.
“In questa vicenda – ha affermato Corrado Calvo – sono i criteri che non funzionano. Si paga in base all’altimetria della casa comunale. E’ davvero sbagliato perché ci sono i terreni che si trovano in certe contrade che possono considerarsi zone di montagna, quindi esenti dal pagamento dell’Imu”.
Gennuso, Bonfanti e Calvo nei prossimi giorni incontreranno dei funzionari al Ministero per sottolineare che Pachino, Portopalo, Rosolini e Noto vanno considerate zone svantaggiate.