Ondate di calore, divieto di lavoro all’aperto tra le 12:00 e le 16:00 fino al 31 agosto

Fino al 31 agosto è vietato lavorare all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16. Il divieto riguarda i settori agricolo e florovivaistico, quello edile e affine, le cave e le relative pertinenze esterne, nonché la logistica, compresi i cosiddetti “rider”. Per le categorie non soggette al divieto diretto, i datori di lavoro sono comunque tenuti ad adottare misure organizzative e operative adeguate a ridurre il rischio, in conformità con quanto stabilito dal Decreto Legislativo 81 del 9 aprile 2008 in materia di sicurezza sul lavoro. Sul provvedimento interviene, per la Uil, Ninetta Siracusa, che evidenzia vantaggi e limiti del provvedimento. “È importante e necessario — commenta — ma dovrebbe diventare una misura stabile e strutturale. Sarebbe necessario, inoltre, prevedere di allargare ulteriormente la platea dei lavoratori esposti in maniera continuativa al rischio, non attualmente compresi nell’ordinanza, oltre alla logistica ultimamente inserita”. Il sindacato ribadisce il proprio impegno nel vigilare sull’effettiva applicazione delle norme. “Il ruolo del sindacato nei luoghi di lavoro diventa centrale affinché quanto prescritto dall’ordinanza venga realmente applicato: la Uil in tutte le sue articolazioni intende fare la propria parte in continuità e coerenza con la difesa del diritto alla salute e alla sicurezza che necessita di un impegno costante. Impegno che la Uil di Siracusa vuole condividere con tutti gli attori del territorio che hanno responsabilità nell’ambito lavorativo, perché di fronte alle tragedie che colpiscono il mondo del lavoro, l’indignazione e il cordoglio verso le famiglie non bastano più. È giunto il momento di passare dalle parole ai fatti”. La Uil ha inoltre richiamato alla responsabilità collettiva tutti i soggetti coinvolti. “Ogni soggetto coinvolto — istituzioni, aziende, parti sociali — deve farsi carico del problema. Dobbiamo agire in sinergia per prevenire ogni incidente”. Siragusa punta, inoltre, l’attenzione sul comitato consultivo di sorveglianza, organismo già esistente che a suo avviso va reso pienamente operativo. “È fondamentale -conclude Siragusa- dare slancio ai comitati di sorveglianza e renderli operativi, trasformandoli in presidi attivi contro il rischio, partendo da un’analisi a 360 gradi dei dati dalla quale possano scaturire strategie di prevenzione efficaci”.