Operazione antidroni nel carcere di Augusta: sequestrati droga, cellulari e strumenti per effrazione

Un drone in volo sopra il carcere, un “carico” pronto a essere recapitato e l’intervento della Polizia Penitenziaria che manda all’aria il piano criminale. È questo l’episodio più significativo di una serie di operazioni condotte negli ultimi giorni all’interno della Casa di Reclusione di Augusta, a conferma di un livello di attenzione che resta alto nonostante le ben note carenze di organico.
Tutto è accaduto lo scorso 26 aprile, quando gli agenti, grazie a prontezza operativa e coordinamento, sono riusciti ad intercettare un drone impiegato per una “consegna” di materiale non consentito. Il velivolo è stato neutralizzato prima che potesse raggiungere la sua destinazione. Una perquisizione mirata ha consentito di sequestrare un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti di vario tipo, oltre a numerosi smartphone, micro-cellulari e strumenti atti all’effrazione. Lo rende noto il sindacato di Polizia Penitenziaria Spp, attraverso il dirigente Massimiliano Di Carlo.
L’attività di contrasto non si è fermata. Anche nei giorni scorsi sono stati effettuati ulteriori controlli che hanno portato al rinvenimento di altro materiale illecito. Proprio durante una di queste operazioni si è verificato un grave episodio. Un agente di Polizia Penitenziaria – denuncia il sindacato – è stato aggredito da un detenuto che ha tentato di ostacolare il recupero degli oggetti proibiti. L’uomo è stato colpito al volto con un pugno. L’autore, già noto per comportamenti violenti e recidivo, è stato segnalato per l’immediato trasferimento.
Sull’intera vicenda è arrivato il plauso delle organizzazioni sindacali. Il Segretario Provinciale Giuseppe Mandurino e il Vice Segretario Regionale Giuseppe Zabatino hanno proposto alla Direzione il riconoscimento di un encomio per il personale coinvolto, sottolineandone la professionalità e il senso del dovere.
Ma insieme al riconoscimento emerge anche la richiesta di interventi concreti. “Questi risultati rappresentano una risposta ferma dello Stato ai tentativi di destabilizzare l’ordine interno – dice ancora Massimiliano Di Carlo – a questo spirito di sacrificio deve corrispondere una tutela reale. Servono il trasferimento immediato dei soggetti violenti e un potenziamento deciso delle misure di sicurezza”.
Il riferimento è soprattutto alle nuove minacce che arrivano dall’esterno: droni e telefoni cellulari. “È fondamentale – aggiunge Di Carlo – dotare gli istituti di sistemi all’avanguardia, capaci di inibire le comunicazioni illecite e neutralizzare le intrusioni aeree. Solo così si può garantire l’impermeabilità del carcere e la sicurezza di chi ogni giorno vi lavora”.