Ospedali e Case di Comunità ultimati entro marzo: pronta un’intesa Comuni-Asp

Un protocollo da siglare a metà marzo per l’integrazione socio-sanitaria nel distretto D48, che vede Siracusa comune capofila.
E’ la determinazione emersa questa mattina dalla conferenza dei sindaci, convocata a Palazzo Vermexio su proposta dell’Asp di Siracusa. Il tema è il servizio sanitario- nel dettaglio la sanità territoriale in provincia- e la prevista apertura delle Case di Comunità.
All’incontro, aperto dal sindaco Francesco Italia, hanno partecipato, per l’Asp, il direttore sanitario Salvatore Madonia, il direttore amministrativo Ornella Monasteri e il direttore del Dipartimento ADISS Anselmo Madeddu, insieme ai dirigenti aziendali che hanno curato la stesura tecnica del protocollo. Al centro della discussione, la necessità di rendere operative le Case di Comunità non solo come presidi medici, ma come luoghi di accoglienza globale attraverso il Punto Unico di Accesso (PUA) integrato. Si dovrebbe quindi far si che il personale sanitario dell’Asp e servizi sociali dei Comuni operino insieme, anche attraverso piattaforme informatiche comuni, per rispondere ai bisogno dei cittadini, principalmente delle fasce più fragili, a partire da anziani e disabili.
L’Asp ha, inoltre, confermato l’avanzamento tecnico per l’apertura delle strutture. Il modello pilota di Noto resta il punto di riferimento per l’organizzazione che sarà estesa a tutta la provincia.
C’è una scadenza europea da rispettare per l’avvio delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità previsti. Per un primo gruppo di interventi l’ultimazione potrebbe avvenire tra metà e fine marzo.
Intanto sono in corso le procedure per il reclutamento di nuovi infermieri di comunità e personale amministrativo. Con i medici di famiglie e gli specialisti, invece, l’azienda sanitaria provinciale starebbe avviando un percorso di potenziamento della cosiddetta telemedicina per garantire, ad esempio, consulti a distanza e refertazioni.