Pachino, picchia il padre per una questione di eredità: 44enne finisce in carcere
Un diverbio per una somma di denaro legata all’eredità del nonno sarebbe degenerato in un’aggressione fisica ai danni del padre, seguita dal danneggiamento dei portoni dell’abitazione. Per un uomo di 44 anni, residente a Pachino, è scattata la misura cautelare in carcere, eseguita dagli agenti della Polizia di Stato in seguito a un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa. L’uomo è gravemente indiziato di maltrattamenti contro familiari, tentata estorsione, lesioni personali e danneggiamento aggravato, reati che sarebbero stati commessi nei confronti dei genitori.
La vicenda risale al 5 ottobre scorso, quando il quarantaquattrenne si è presentato spontaneamente negli uffici del Commissariato, riferendo di aver aggredito fisicamente il padre e di aver danneggiato, utilizzando un martello da muratore, i portoni d’ingresso della sua abitazione.
All’origine dell’episodio ci sarebbe stata una discussione relativa a una somma di denaro proveniente dall’eredità del nonno. Il confronto sarebbe rapidamente degenerato. Il padre sarebbe stato colpito con pugni e schiaffi al volto e alla spalla. Successivamente, il figlio avrebbe prelevato un martello dalla propria autovettura, utilizzandolo per danneggiare gli ingressi dell’abitazione.
Soccorso e accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale di Avola, il genitore ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni.
Gli accertamenti avviati dalla Polizia hanno fatto emergere un quadro di tensioni familiari che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si sarebbe protratto nel tempo. Il padre avrebbe riferito di aver subito, già nelle settimane precedenti, ripetute offese e minacce da parte del figlio.
Le indagini sono proseguite con ulteriori verifiche e alcune perquisizioni. Nell’autovettura in uso al quarantaquattrenne sono stati rinvenuti un martello e una mazza da muratore, entrambi sottoposti a sequestro.
Gli elementi raccolti sono stati trasmessi all’Autorità giudiziaria, che ha disposto la custodia cautelare in carcere nei confronti dell’indagato.