‘Palazzolo è’ apre le porte di “Iperibleo”, residenza di co-creazione di arti performative
Proseguono gli appuntamenti di Palazzolo è, la rassegna culturale che dallo scorso ottobre e fino alla fine di questo mese si svolge nel comune retto dal sindaco Salvo Gallo. Un’iniziativa fortemente voluta dall’assessore alla Cultura, Nadia Spada, che il 19 marzo pomeriggio, con inizio alle 18:00 aprirà le porte di “Iperibleo”, una residenza di co-creazione artistica dedicata alle arti performative. Dieci giorni di ricerca condivisa, esplorazioni site-specific e dialogo tra discipline diverse, culminanti in un momento conclusivo e presentazione lavori per restituire alla comunità le visioni generate dall’incontro tra artisti e territorio. Il momento pubblico finale sarà il 28 marzo ore 18,00 all’Auditorium comunale. Il progetto “Iperibleo” è un luogo di incontro tra arti visive, performative, sonore e paesaggio. L’iniziativa è a cura di Spaziomensa che promuove residenze artistiche, come questa, finalizzata a piantare il seme per un festival di arti performative, arti visive e nuove sonorità con sede a Palazzolo.
Nel frattempo, il 21 marzo alle 19:00 sarà presentata “Hyblala 3. Studi di archeologia e topografia dell’Altpiano ibleo”, collana a cura dell’archeologo Ninni Cannata. L’incontro si svolgerà presso il Museo Archeologico di Palazzo Cappellani.
Presso Spazio San Sebastiano, invece, si svolgerà il secondo appuntamento della rassegna d’arte “Nell’inconscio e nella memoria”, promossa dal Mib-Mediblei. Sarà inaugurata la mostra fotografica “Prima della mia presenza” di Antonio Vacirca. Il periodo di riferimento è quello degli anni ‘60, dunque prima della sua nascita (1972), quando i suoi genitori e tante altre persone di Buccheri, si trasferirono a Zurigo come “Gaste Arbeitern” (lavoratori ospiti) in cerca di una vita migliore. Negli ultimi anni della loro vita hanno desiderato molto intraprendere questo viaggio per visitare i luoghi in cui vivevano e lavoravano, alla ricerca di cambiamenti e ricordi. Dopo la loro scomparsa, Vacirca ha avuto l’idea di un progetto fotografico, cercando nei documenti, indirizzi di luoghi di lavoro e case. Si è lasciato trasportare dalle emozioni dei loro racconti di 7 anni trascorsi a Zurigo e nelle periferie, peregrinando con la macchina fotografica per le strade e immaginando i loro percorsi quotidiani.













