Parco degli Iblei, Auteri: “Aspetto fino al 9 agosto, poi denunce per disastro ambientale”

“Prima di procedere con l’istituzione del Parco nazionale degli Iblei è necessario comunicare al Ministero dell’Ambiente tutte le criticità tecniche e ambientali presenti nel territorio. Non si può continuare a fare finta che non esista un disastro ambientale in atto”. A dichiararlo è il deputato regionale Carlo Auteri che torna a intervenire sul progetto del Parco degli Iblei chiedendo alla Regione Siciliana e all’assessorato regionale dell’Ambiente di assumere una posizione chiara prima che la procedura diventi irreversibile. Auteri richiama l’attenzione sulle condizioni della depurazione mancante e sulla necessità di sostenere economicamente i Comuni interessati. “È impossibile che l’assessore all’Ambiente possa sottovalutare una situazione così grave prima di conferire qualunque mandato o procedere oltre – continua Auteri -. Esiste ancora la possibilità di intervenire e bisogna farlo sulla base di dati tecnici, analisi e documenti, senza ricorrere a teorie o contrapposizioni ideologiche”. Secondo il parlamentare regionale, la prima azione necessaria è trasmettere al Ministero dell’Ambiente una relazione completa sulle criticità legate alla perimetrazione e sulle condizioni ambientali dei territori interessati. “Occorre mettere il Ministero nelle condizioni di conoscere tutti gli elementi che possono incidere sulla perimetrazione, sui vincoli e sulle conseguenze che l’istituzione del Parco potrebbe produrre – sottolinea Auteri -. Non esiste una data ultima che imponga di procedere senza ulteriori valutazioni e la Regione ha già scelto di non presentare ricorso al Cga. Proprio per questo bisogna utilizzare ogni spazio ancora disponibile per chiedere una revisione seria e documentata. Non si può parlare di tutela ambientale ignorando le emergenze già presenti. O si mettono i Comuni nelle condizioni di effettuare una corretta depurazione, attraverso fondi e interventi adeguati, oppure qualcuno deve spiegare come sia possibile istituire un Parco nazionale in territori nei quali persistono criticità ambientali mai affrontate fino in fondo”.Il deputato regionale fissa quindi una scadenza politica e istituzionale. “Per noi la data limite è il 9 agosto – specifica Auteri -. Entro quel giorno attendiamo risposte chiare dal ministro e dagli organismi competenti. In assenza di riscontri concreti, il fascicolo che abbiamo predisposto, supportato da video, relazioni tecniche, documentazione dell’Arpa e ulteriori elementi, sarà depositato in Procura. Non è più accettabile ignorare ciò che sta accadendo. La tutela del territorio deve partire dalla soluzione dei problemi reali, non dall’imposizione di nuovi vincoli senza aver prima affrontato le emergenze ambientali esistenti”.