Parco degli Iblei, Auteri: “L’Autorità di bacino segnala criticità idrogeologiche e idriche”

L’Autorità di bacino del Distretto idrografico della Sicilia ha attivato la Conferenza permanente dei servizi per esaminare le criticità ambientali e idrogeologiche presenti nel territorio siracusano interessato dalla perimetrazione del futuro Parco nazionale degli Iblei. L’intervento è stato avviato a seguito di una segnalazione del deputato regionale Carlo Auteri, che aveva chiesto un approfondimento sullo stato delle acque, degli impianti di depurazione e delle aree a rischio idrogeologico ricadenti nell’area del costituendo Parco.
Sul fronte idrico, la perimetrazione coinvolge venti corpi fluviali e quattro sotterranei. Nella sola area dell’Anapo sono interessati tre corpi idrici fluviali e due sotterranei: per questi ultimi, il Piano di gestione registra uno stato quantitativo buono, ma uno stato chimico classificato come “non buono”, con il raggiungimento degli obiettivi di qualità rinviato oltre il 2027.
L’Autorità di bacino sottolinea che gli enti competenti dovranno verificare la regolarità delle autorizzazioni degli scarichi urbani, l’efficienza dei sistemi di raccolta e trattamento dei reflui e la loro compatibilità con gli obiettivi di tutela delle acque, individuando le eventuali misure di adeguamento e risanamento. “Avevo chiesto alle istituzioni di approfondire la presenza di scarichi urbani collegati al fiume Anapo, lo stato della depurazione nei Comuni montani, il monitoraggio delle acque e i fenomeni di dissesto, inondazione e allagamento che hanno interessato l’area”, spiega Auteri. “Dalla relazione ricevuta emerge un quadro articolato che merita attenzione e risposte concrete”.
Sul versante idrogeologico, la relazione richiama le numerose aree sottoposte alle prescrizioni del Piano per l’assetto idrogeologico. Nelle porzioni della provincia di Siracusa incluse nella perimetrazione sono censiti fenomeni di crollo, colamenti rapidi, scorrimenti, franosità diffusa, erosione accelerata e frane complesse, con livelli di pericolosità che in alcuni casi raggiungono le categorie P3 ed P4, definite rispettivamente elevata e molto elevata. Nei territori costieri di Avola e Siracusa sono state inoltre individuate cinque aree con pericolosità molto elevata P4 e rischio R4 per fenomeni di crollo, oltre a un’area con pericolosità P3 e rischio R3 per erosione costiera. Secondo l’Autorità di bacino, gli strumenti di pianificazione del Parco dovranno precisare dissesti, aree a rischio idraulico, reticolo idrografico, zone di deflusso e fasce di rispetto con le relative limitazioni d’uso.
“Non sono valutazioni politiche, ma dati tecnici contenuti negli strumenti di pianificazione”, sottolinea il deputato. “L’istituzione di un Parco non può prescindere dalla sicurezza dei cittadini, dalla tutela delle infrastrutture e dalla reale condizione ambientale dei territori coinvolti». Auteri chiede che tutti gli elementi tecnici emersi vengano formalmente acquisiti nel procedimento e valutati dal ministero dell’Ambiente, dalla Regione e dagli altri enti competenti, auspicando «un confronto trasparente con i Comuni e con le comunità interessate”.
Auteri segnala infine che, nonostante i solleciti, i Comuni coinvolti non hanno ancora trasmesso alcuna relazione sulle criticità tecniche idrogeologiche e di depurazione. Fa eccezione il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, indicato da Auteri come l’unico primo cittadino ad aver rispettato tempi e impegni. “La mia domanda è: cosa stanno aspettando?”, conclude il parlamentare.