Parco degli Iblei, Natura Sicula: “Finito il tempo dei tavoli tecnici, ora si deve fare”
“E’ durata ben 18 anni la fase delle osservazioni in merito all’istituzione del Parco nazionale degli Iblei. Ricordiamo agli oppositori che adesso si è definitivamente conclusa”.
E’ il presidente di Natura Sicula, Fabio Morreale a dirlo, entrando nel merito del dibattito che si è riacceso sulla vicenda dopo il pronunciamento del Tar, che dispone la formalizzazione dell’istituzione del parco. “E’ stato un periodo persino esagerato, durante il quale chiunque ha avuto il tempo stringente per presentare rilievi, convocare tavoli tecnici, documentarsi e
confrontarsi-ricorda Morreale- Per colpa di questi continui rinvii, l’applicazione della legge nazionale del 2007 è stata finora disattesa. Proprio per questo il 9 giugno 2026 il TAR di Catania ha decretato la fine dei giochi: il Parco va istituito senza ulteriori indugi. I giudici hanno definito illegittimo il silenzio e l’inerzia della Regione Siciliana, imponendo di chiudere l’iter e istituire il parco entro 180 giorni, nominando già un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempienza”.
Morreale fa dunque presente che è “del tutto inutile continuare a insinuare dubbi sulle opportunità di sviluppo sostenibile che l’area protetta garantirà. Le paure alimentate dai detrattori sono prive di fondamento. L’agricoltura continuerà a essere esercitata regolarmente; gli allevamenti potranno persino includere razze alloctone, rinunciando semplicemente ai contributi specifici che il Parco riserva a chi favorisce la conservazione della biodiversità
locale. La storia dimostra che nessun territorio è mai stato danneggiato dalla nascita di un parco. Al contrario, spesso i Comuni limitrofi ne comprendono il valore economico e d’immagine e chiedono di essere inclusi in un secondo momento, com’è già accaduto per il Parco dei Nebrodi con i comuni di Raccuja, Troina e Acquedolci, e per il parco delle Madonie con Gangi, Alimena, Blufi, Bompietro e Lascari. In queste parti dell’entroterra siciliano, il parco non viene percepito come un ente impositore di vincoli, ma come un volano di sviluppo economico, un marchio per l’agroalimentare d’eccellenza, il turismo sostenibile e la salvaguardia
del paesaggio”.
Il Presidente di Natura Sicula evidenzia come il “giudice amministrativo di Catania abbia sancito che per il Parco degli Iblei la stagione dei tavoli tecnici è tramontata. Il riferimento va ai recenti incontri convocati dai Liberi Consorzi Comunali di Ragusa e Siracusa:
iniziative ormai tardive e prive di effetti pratici. In quasi due decenni, la proposta di perimetrazione è stata modificata, verificata, aggiornata e discussa da ogni angolazione. Tutti i portatori di interesse hanno avuto la possibilità di dare il proprio contributo.
Esponenti politici di ogni schieramento – di destra, sinistra e centro – hanno esaminato il progetto e richiesto varianti. Ma dal giorno della sentenza del TAR, lo spazio della discussione si è chiuso. Il Parco degli Iblei va istituito adesso”.Tutto il resto, per Morreale, rientra nell’ambito delle “forzature contro legge, strumentalizzazioni politiche per tutelare gli interessi di alcune categorie produttive in cambio del consenso elettorale o per tutelare semplici posizioni di rendita”.
Infine un ultimo chiarimento.
“Il Parco degli Iblei-conclude Morreale – è bene ribadirlo, non costituisce un problema, bensì lo strumento per conservare la bellezza irriproducibile, far crescere l’economia senza distruggere, e aiutare le comunità montane a contrastare lo spopolamento”.

