Parco Nazionale degli Iblei, il Libero Consorzio riapre il confronto ma resta il nodo perimetrazione e vincoli
Il Libero Consorzio comunale di Siracusa prova a riaprire il confronto sull’istituzione del Parco Nazionale degli Iblei. Incontro questa mattina in Urban Center, con l’obiettivo di arrivare in tempi rapidi ad una posizione condivisa da portare al tavolo decisorio. Un primo passo di un percorso che l’ente di via Roma vorrebbe sviluppare insieme al Libero Consorzio di Ragusa, seppure partendo da posizioni oggi differenti.
Se nel territorio ragusano prevale infatti la linea della richiesta di abrogazione dell’istituzione del Parco, a Siracusa è emersa una posizione più articolata. Nessun fronte compatto contro l’area protetta, ma una diffusa richiesta di modificare il progetto, soprattutto per quanto riguarda perimetrazione e zonizzazione.
In sala era presente un’ampia rappresentanza istituzionale e politica. Tra i parlamentari hanno partecipato il deputato nazionale Luca Cannata (FdI), il senatore Antonio Nicita (Pd), il parlamentare del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, mentre la senatrice di FI Daniela Ternullo ha inviato un messaggio. C’eran anche i deputati regionali Carlo Auteri (Dc) e Riccardo Gennuso (FI). Presenti anche numerosi sindaci del territorio, il soprintendente ai Beni culturali e direttore del Parco archeologico di Siracusa, Antonino Lutri, oltre ai rappresentanti di Confindustria, Ance, Cna, Federparchi, Legambiente, associazioni agricole e del mondo venatorio.
Il clima è apparso meno ostile rispetto ad altri momenti del quasi ventennale dibattito sul Parco. Pur non essendo mancate posizioni più ideologiche che di contenuto, il confronto si è sviluppato con toni generalmente improntati alla ricerca di una soluzione condivisa. L’impressione è quella di un territorio che, nella sua maggioranza, non rifiuta l’idea del Parco ma chiede garanzie affinché la tutela ambientale non si traduca in nuovi vincoli per aree già fortemente antropizzate o sottoposte ad altri regimi di protezione.
A movimentare la mattinata è stato il botta e risposta, neanche troppo a distanza, tra il deputato regionale Carlo Auteri e il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvo Gallo.
Il tema che accomuna gran parte dei sindaci e diversi rappresentanti politici è quello della revisione della perimetrazione e della zonizzazione. L’obiettivo dichiarato è evitare che il futuro Parco finisca per “ingessare” territori già interessati da numerosi vincoli, limitando ulteriormente le possibilità di sviluppo delle comunità locali. Per Mastriani (Federparchi) si tratterebbe però di un falso problema perchè la tutela non bloccherebbe le attività umane presenti.
A tracciare la linea del Libero Consorzio è stato il presidente Michelangelo Giansiracusa, che ha parlato della necessità di recuperare il tempo perduto dopo gli anni del commissariamento delle ex Province. “Nel passato c’è stata una concertazione monca”, ha spiegato al termine dei lavori. “Oggi proviamo a riaprire uno spiraglio in questo iter, anche alla luce della decisione del Tar che impone alla Regione di concludere il procedimento. Ci auguriamo che, attraverso nuove osservazioni, si possano rafforzare argomentazioni che in passato sono state respinte e aggiungerne di nuove”.
L’intenzione del Libero Consorzio è quella di arrivare ad una sintesi con il territorio ragusano, pur nella consapevolezza delle differenti sensibilità. «)”Ragusa ha una posizione molto più netta – ha osservato Giansiracusa – ma non mi pare sia quella che emerge a Siracusa. Qui vedo posizioni ragionevoli, sia da una parte che dall’altra”.
Il presidente ha poi chiarito la propria posizione personale. “Da sindaco (di Ferla, ndr) sono favorevole al Parco, ma con modifiche. Sono mancati studi che non ci sono mai stati forniti e non sono mai arrivate risposte alle osservazioni presentate. Abbiamo territori già gravati da vincoli. Non possiamo ulteriormente ingessarli se vogliamo davvero coniugare tutela della natura e possibilità di sviluppo”.
L’incontro di oggi non ha sciolto le divergenze, ma ha segnato un cambio di metodo. Il Libero Consorzio punta ora a raccogliere osservazioni e proposte per costruire una posizione unitaria da sottoporre alla Regione, nella convinzione che il confronto possa ancora incidere su un iter che il Tar ha imposto di portare a conclusione. Siracusa, almeno per il momento, sembra voler scegliere la strada della mediazione più che quella dello scontro frontale.