Pedaggio sull’autostrada Siracusa-Gela, Vinciullo (Grande Sicilia): “Scelta sbagliata”
Pedaggio sulla tratta autostradale Siracusa-Gela, tra Cassibile, Rosolini e Modica. E’ la prospettiva a cui starebbe lavorando il Consorzio per le Autostrade Siciliane. Il commissario provinciale di Grande Sicilia,Vincenzo Vinciullo la ritiene una scelta 2sbagliata e che va fermamente contrastata”. Al presidente della commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Ars, Giuseppe Carta, Vinciullo ha chiesto di convocare i vertici del Consorzio per le Autostrade Siciliane affinché riferiscano in Commissione sulle ragioni che stanno portando all’introduzione del pedaggio sulla Siracusa-Gela».
“Paradossalmente-sottolinea Vinciullo- mentre il CAS presenta alla Regione un piano di risanamento dei propri conti per circa 100 milioni di euro, chiedendo l’ennesimo intervento economico pubblico, si pensa di far pagare i cittadini. «Questo dimostra quanto fosse corretta la mia posizione – spiega Vinciullo – il Consorzio avrebbe dovuto essere assorbito dall’ANAS, ponendo fine alle criticità gestionali che da anni lo caratterizzano».
Ci sono poi alcune questioni di carattere generale che vanno attentamente valutate prima di introdurre un ulteriore balzello per imprese e cittadini.
«Innanzitutto la tratta Siracusa–Gela rappresenta oggi l’unica vera via di fuga tra la zona sud della provincia di Siracusa, il capoluogo e l’area industriale. – spiega il Commissario Provinciale di Grande Sicilia -. E questo perché la Strada Statale “115”, unica alternativa in caso di emergenza, presenta notevoli criticità soprattutto in corrispondenza del ponte sul fiume Cassibile. È fuori luogo dunque pensare di imporre un pedaggio su un’infrastruttura che ha una funzione essenziale per la sicurezza del territorio».
«In secondo luogo, ma non meno importante, va considerato che una parte significativa dell’autostrada Siracusa-Gela è stata realizzata con i finanziamenti dalla Legge n. 433 del 1991, destinati agli interventi successivi al terremoto del 13 dicembre 1990 proprio perché quell’arteria è ritenuta una via di fuga strategica. Un’altra parte dell’opera è stata finanziata con risorse regionali grazie a un mio emendamento approvato in Commissione Bilancio e successivamente dal Parlamento siciliano. In altre parole, questa autostrada è stata costruita con i soldi dei cittadini.
Per questo motivo ritengo che il Consorzio per le Autostrade Siciliane non possa oggi pretendere il pagamento di un pedaggio per un’opera che non ha realizzato con risorse proprie e che è stata finanziata con fondi pubblici destinati alla sicurezza e allo sviluppo del territorio.
I siciliani, in maniera particolare i cittadini della zona sud della provincia di Siracusa, non possono pagare due volte la stessa infrastruttura: prima con le tasse e poi con un pedaggio che considero ingiusto e privo di giustificazione sostanziale.
Se si dovesse insistere sull’introduzione del pedaggio – conclude Vincenzo Vinciullo- siamo pronti come Grande Sicilia alla mobilitazione e alla promozione di ogni iniziativa anche in sede istituzionale per tutelare i cittadini e imprese».