Piano della sosta, scontro su Ortigia. L’accusa del Comitato: “Numeri decisi a tavolino”

Il Comitato Ortigia Resistente riaccende il dibattito sul piano della sosta studiato dal Comune di Siracusa. Dopo l’accesso agli atti che ha permesso di visionare tutti i documenti, sarebbero emersi elementi “che mettono in discussione l’impianto del progetto approvato in linea tecnica il 23 dicembre 2025”, secondo l’associazione.
Al centro della contestazione, il numero dei posti auto indicati in 850, come fabbisogno complessivo per la sosta nel centro storico. Un dato che, secondo il Comitato, non deriverebbe da una reale analisi della domanda.
“La documentazione ottenuta – afferma il portavoce Davide Biondini – è la prova di un clamoroso artificio contabile. Non esistono i dati grezzi, non esistono i rilievi orari, non esistono le vie mappate. Esistono solo tabelle Excel costruite ad hoc per far quadrare i conti con una decisione già presa”, è l’accusa.
Secondo il Comitato, la cifra dei 850 posti sarebbe stata “scelta a priori” e successivamente rivestita di un’apparenza scientifica. “Non è uno studio sulla realtà – insiste Biondini – è un tentativo maldestro di piegare la realtà ai desiderata dell’amministrazione”.
Tra gli aspetti contestati anche la rappresentazione della sosta in Ortigia, che – secondo il Comitato – escluderebbe intere aree interne, alterando così la percezione del fabbisogno reale. “Hanno preso un’offerta e l’hanno trasformata, per magia, nella domanda totale dei cittadini”, la dura conclusione di Bondini.
Nel mirino anche il modello teorico utilizzato per costruire il piano. Il Comitato parla di un algoritmo datato, elaborato oltre vent’anni fa e ritenuto non più adeguato a leggere la complessità attuale del centro storico, soprattutto alla luce della crescente pressione turistica.
“Viene presentato come uno strumento neutro – osserva Biondini – ma in realtà è prescrittivo, non descrittivo. Non serve a fotografare la realtà, ma a indirizzare i comportamenti verso obiettivi già fissati. È una scatola nera matematica che rende apparentemente indiscutibili decisioni impopolari”. Secondo questa lettura, il piano punterebbe a ridurre la presenza delle auto in Ortigia attraverso la compressione dell’offerta e l’aumento delle tariffe, senza però offrire valide alternative. Un’impostazione che, per il Comitato, rischia di tradursi in una “espulsione” di residenti, lavoratori e visitatori.
“Denunciamo con forza che non sono state utilizzate le metodologie previste dalle linee guida del Ministero per i PUMS. Non ci sono valutazioni alternative, né compensazioni. Nessun dialogo con i cittadini. Non viene garantita la qualità della vita”, la conclusione netta del Comitato Ortigia Resistente.