Piano scolastico, Burti: “Caso Rizza é partita aperta, non nascondersi dietro il Tar”
La sentenza del Tar che ha rigetto il ricorso contro il Piano Scuole del Libero Consorzio di Siracusa “non chiude la partita, ma riporta il confronto sul terreno politico”. È questa la posizione del consigliere Cosimo Burti, che invita a considerare ancora aperta la partita.
“La sentenza del Tat non mette la parola ‘fine’ alla discussione – afferma – ma sposta il baricentro dalla giurisprudenza alla responsabilità politica, che purtroppo è rimasta finora confinata”. Un passaggio chiaro, che sottolinea come il nodo non sia soltanto legale, ma soprattutto amministrativo e sociale.
Al centro della vicenda resta il futuro dell’istituto Rizza e il possibile trasferimento dalla sua sede storica. Una prospettiva che, secondo Burti, non può essere liquidata come una semplice controversia tecnica. “Una questione così rilevante, come lo sradicamento del Rizza, dei suoi alunni, del corpo insegnante e del personale amministrativo non può e non deve essere confinata in una diatriba legale”.
Il consigliere richiama quindi l’attenzione sui valori in gioco, evidenziando come il Tar non abbia espresso un giudizio di merito sulla scelta. “Il tribunale – spiega – non ha promosso la proposta dell’Ente, l’ha semplicemente dichiarata legalmente possibile”. Da qui la conseguenza politica: le alternative restano tutte valide.
“Le proposte alternative sono ancora sul tavolo – insiste Burti – con dignità, valenza didattica e sociale e un peso strategico assolutamente inalterati”.
Per questo motivo, il consigliere annuncia un’iniziativa diretta nei confronti del presidente del Libero Consorzio. “Chiederò al Presidente di non nascondersi dietro aspetti che hanno certamente il loro valore, ma che non possono cancellare tutti gli elementi, che sono tanti e ancora validissimi”.