Piano Sosta e ZTL, Ortigia Resistente: “Il consiglio non sia complice dell’Amministrazione”
Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente prende atto delle dichiarazioni rese in Consiglio Comunale dall’Assessore alla Mobilità Vincenzo Pantano, secondo cui il Piano della Sosta risulta ad oggi approvato soltanto in linea tecnica, non ancora reso operativo, e in procinto di essere sottoposto al Consiglio Comunale prima della sua eventuale attuazione. Il Comitato evidenzia, inoltre, che anche il nuovo Piano della ZTL risulta approvato in linea tecnica già il 25 giugno scorso, pubblicato nell’albo pretorio e strettamente ancorato al Piano della Sosta. Non siamo quindi davanti a due procedimenti separati ma a un unico assetto complessivo destinato a incidere su accesso, sosta, pass, tariffe, aree a pagamento in Ortigia, Zona Umbertina e zone limitrofe. Finora il Piano della Sosta e il Piano ZTL sono stati presentati come atti prevalentemente tecnici, fondati su elaborazioni, dati e valutazioni istruttorie predisposte dagli uffici e dai progettisti. Il Comitato contesta pertanto una pianificazione che nasce su basi istruttorie gravemente insufficienti, con dati non adeguatamente verificabili, una rappresentazione errata della domanda e dell’offerta di sosta e un impatto molto grave sui residenti del centro storico e dei quartieri limitrofi, a cominciare dalla Borgata Santa Lucia, su cui si concentrerà il maggior effetto «spill over», cioè il traboccamento delle auto espulse dal centro storico. Inoltre, questo Piano rischia di innalzare un’ ulteriore barriera economica e funzionale all’accesso al centro storico non solo per tutti i cittadini ma anche per turisti e visitatori, come è già in atto da anni. Se, come dice l’Assessore Pantano, il Piano arriverà in Aula, ogni consigliere dovrà quindi scegliere se esercitare davvero il proprio ruolo di rappresentanza dei cittadini o avallare un impianto predefinito dalla Giunta del Sindaco Francesco Italia. Il Comitato informerà i cittadini, quartiere per quartiere, sull’evoluzione dell’iter e sulle posizioni che verranno assunte. La mobilità e la sosta dei cittadini non possono essere trattati come una variabile secondaria ma innanzitutto come una condizione concreta della permanenza abitativa.