Poliziotti arrestati per traffico di droga, “condotta spregiudicata”: le motivazioni

Oltre 500 pagine di motivazioni nella sentenza di condanna in primo grado dei due poliziotti della Squadra Mobile di Siracusa Rosario Salemi (27 anni) e Giuseppe Iacono (28), ritenuti trafficanti di droga, anche nel “ruolo di promotore”, con “abuso sistematico della funzione pubblica” e “condotta reiterata e spregiudicata”. I legali dei due imputati hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello. Secondo la Procura i due agenti, arrestati nell’ottobre del 2022, per circa 1o anni avrebbero commerciato droga, venduto partite di stupefacenti precedentemente sequestrate e intrattenuto rapporti d’affare con due presunti esponenti del Clan Bronx, Giancarlo De Benedictis e Riccardo Di Falco, condannati entrambi ad un anno di reclusione.Per buona fetta delle indagini, gli inquirenti si sono avvalsi del contributo del collaboratore di giustizie ed ex boss Cesco Capodieci, come del pentito Massimiliano Mandragona. Salemi e Iacono avrebbero messo in piedi un articolato sistema per favorire l’organizzazione criminale Bronx nel traffico degli stupefacenti in città. Importante sarebbe stato anche il regolare ottenimento di informazioni su indagini in corso, anticipando anche operazioni di polizia, così da consentire agli affiliati di evitare sequestri o di prepararsi, comunque, all’arrivo delle forze dell’ordine. In alcune circostanze sarebbe anche stata sostituita la droga posta sotto sequestro con altro materiale, per rimettere in circolazione lo stupefacente.
Nelle motivazioni, inoltre, il tribunale parla di falsificazione di atti pubblici e di interferenze nelle indagini per indirizzare sospetti verso colleghi estranei ai fatti, con “grave e profondo” danno all’immagine dell’amministrazione e alla credibilità delle istituzioni.
Un altro passaggio chiave riguarda la sproporzione tra i redditi dichiarati dai poliziotti ed il ben più alto tenore di vita e con cospicui versamenti di contanti.
Oltre alle condanne a 26 e 27 anni di reclusione, il Tribunale ha inflitto multe per complessivi 237 mila euro, disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e applicato la misura di sicurezza della libertà vigilata per cinque anni. Estinto il rapporto di lavoro con l’amministrazione e riconosciuto il diritto al risarcimento per le parti civili, tra cui il Ministero dell’Interno e il Ministero della Giustizia, oltre ad alcuni ispettori coinvolti indirettamente nelle manovre di depistaggio. Sono Claudia Catania, difesa dall’avvocato Luigi Latino, e Giuseppe Mallia, assistito dall’avvocato Vanessa Greco.
La difesa dei due poliziotti, composta dagli avvocati Giuseppe Forestiere, Sebastiano Troina, Fabiola Fuccio, Pietro Nicola Granata, Salvatore Liotta – ha annunciato appello contestando l’impianto probatorio e la lettura delle intercettazioni.