Priolo. Cavalieri morto per epatopatia, non per le lesioni: cade l’accusa di omicidio volontario

Non sarebbe morto a causa delle lesioni riportate ma per una grave epatopatia da cui era affetto Angelo Cavaleri, l’operaio di 55 anni trovato morto a Priolo lo scorso 27 febbraio. L’uomo fermato poco dopo perché ritenuto il suo omicida è adesso accusato, dunque, di tentato omicidio e tentata estorsione e non più di omicidio volontario. L’ordine di custodia cautelare a suo carico è stato emesso dal Gip di Siracusa, con la riqualificazione del reato.
Il provvedimento è stato emesso in quanto, a seguito delle risultanze dell’esame autoptico, diversamente da quanto ipotizzato in sede di ispezione cadaverica effettuata al momento del decesso, è emerso che la causa della morte è da ricondurre a una grave epatopatia di cui l’uomo era affetto.
Rimangono le contestazioni del tentativo di omicidio, in quanto, così come rilevato in sede di esame autoptico “…le lesioni traumatiche documentate, in ragione della sede anatomica interessata e dei mezzi con cui risultano essere state inferte, appaiono astrattamente idonee a determinare conseguenze anche gravi per la vita del soggetto”, il comportamento dell’aggressore, caratterizzato dalla ferocia con cui ha colpito ripetutamente la vittima alla testa, anche dopo che questa, inerme, si era accasciata a terra, con copiose perdite di sangue, non lascia alcun dubbio sulla sua volontà di cagionarne la morte, e del tentativo di estorsione perché l’indagato, avrebbe minacciato di violenze fisiche, successivamente concretizzatesi in un violento pestaggio, la vittima, al fine di ricevere indebitamente una somma di denaro di circa mille euro.Il nuovo Ordine di misura cautelare è stato notificato all’interessato presso la Casa circondariale di Siracusa “Cavadonna” .