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Priolo. Pippo Gianni contro la Rai: “inquinamento è cosa seria, troppe falsità”

Il sindaco di Priolo, Pippo Gianni, contro la Rai. Alcuni passaggi della trasmissione “I dieci Comandamenti” dedicati alla zona industriale siracusana non sono andati giù al primo cittadino priolese che parla di “notizie false e tendenziose”. Gianni non contesta tutta la trasmissione e l’esistenza di una questione ambientale ma su alcuni dati forniti dall’inchiesta e su alcune dichiarazione di personaggi intervistati vorrebbe avere diritto di replica. “Hanno turbato un’opinione pubblica già turbata. Viviamo tempi difficili, molti stanno male e diverse persone sono morte. Una comunicazione di quel tipo ha solo accentuato il disagio”.
Domani Pippo Gianni andrà a parlare con il procuratore Scavone per denunciare una ricostruzione “fantasiosa” e senza concessione di diritto di replica. “E’ stato detto, ad esempio, che i controlli avvengono ogni quattro mesi: è falso. Si è parlato di livelli superiori alle soglie consentite: falso anche questo. E il mare di Priolo non è inquinato, il divieto di balneazione è lì per altro. Basterebbe saper leggere e scrivere”, punge Pippo Gianni. “Ma non c’è dubbio che la tutela ambientale è fondamentale”. Motivo per cui denuncerà “anche Invitalia perchè nonostante riunioni e accordi non ha ancora tolto la cenere di pirite”, annuncia al telefono su Fm Italia.
“Si è giocata una partita volgare, di cui sconosco il mandante”, aggiunge ancora il sindaco riferendosi a quanto visto in tv. “I problemi ci sono nella zona industriale ed io ho voglio affrontarli, come ho fatto già in passato con i piani di risanamento e di protezione civile. Ho programmato controlli a sorpresa e interventi nella zona industriale, a partire da Ias. Molti non se le aspettano ma io i controlli li farò anche se dovrò mettermi contro poteri forti. Il mio mandato è a difesa della salute, garantendo possibilità di lavoro in un ambiente civile e sano. Farò atti pesanti a tutela della salute dei cittadini. Però la paura c’era e ora si è centuplicata per le notizie false date e diffuse dalla Rai. Dare falsa comunicazione ai cittadini è reato grave. La Procura di Siracusa ha fatto benissimo ad aprire un’inchiesta”.