Privatizzazione Sac, siglato il Patto per la Sicilia Orientale: tra i firmatari il sindaco di Carlentini Stefio

C’è anche il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio tra i componenti dell’appena costituito  Patto per la Sicilia Orientale, nato ufficialmente questa mattina, al Seminario Arcivescovile dei Chierici di Catania. Si tratta di un  Protocollo d’Intesa che punta a definire le condizioni considerate indispensabili prima che si concluda il processo di privatizzazione della SAC, la società che gestisce l’aeroporto di Catania Fontanarossa. Sette i firmatari, provenienti dal mondo sindacale, istituzionale, civico e associativo, riuniti in una sala che, secondo quanto riferito dagli organizzatori, ha registrato il tutto esaurito. Il documento sarà trasmesso, tramite PEC protocollata, a quindici destinatari istituzionali, ai quali è richiesto un riscontro scritto entro trenta giorni.

L’iniziativa è stata promossa dall’analista economico-finanziario Franz Cannizzo, che ha sottoscritto il Patto insieme al segretario provinciale della CISAL Catania Giovanni Lo Schiavo, al segretario provinciale LEGEA Sandro Barbagallo, al presidente del Comitato per la difesa e lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso Antonio Prelati, al sindaco di Carlentini Giuseppe Stefio e al segretario politico del Movimento Siciliano d’Azione Mirko Stefio.

Cannizzo ha illustrato le ragioni alla base del Protocollo, respingendo l’accusa di essere contrari a priori alla cessione della società: «Non siamo contro la privatizzazione. Siamo per una privatizzazione fatta bene, con regole chiare, prezzi verificati e tutele reali. Fontanarossa vale tra 500 e 600 milioni di euro. I cittadini siciliani hanno il diritto di sapere a quanto viene venduto, da chi è stato valutato e con quali garanzie. Oggi queste risposte non esistono. Il Patto nasce perché le regole si scrivano prima della vendita, non dopo».

Sulla tutela dei lavoratori si è concentrato il segretario provinciale CISAL Giovanni Lo Schiavo, che ha posto come condizione irrinunciabile la fusione tra SAC e SAC Service prima del closing: «I lavoratori di SAC e SAC Service non sono variabili di aggiustamento di un bilancio privato. Sono persone con famiglie e diritti che devono essere garantiti fino alla scadenza della concessione». Sulla stessa linea Sandro Barbagallo, che ha sottolineato come il futuro di centinaia di famiglie non possa restare nell’incertezza.

Nel Protocollo trova spazio anche il nodo dell’aeroporto di Comiso. Antonio Prelati ha ricordato come la recente chiusura di Fontanarossa per l’attività eruttiva dell’Etna abbia dimostrato il valore strategico dello scalo ragusano, chiedendo che il contratto di privatizzazione preveda garanzie vincolanti contro ipotesi di depotenziamento o chiusura. Il documento si articola in tredici articoli e affronta nove punti: dalla sospensione della procedura per verifiche di legittimità alla valutazione economica indipendente dell’asset, dall’applicazione preventiva del Golden Power alla salvaguardia occupazionale fino al 2049, fino all’istituzione di un osservatorio permanente di monitoraggio e alla destinazione pubblica dei proventi della vendita.

Il Patto sarà ora trasmesso a SAC, Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, Regione Siciliana, ministeri competenti, ENAC, ANAC, Corte dei Conti, Commissione europea e agli altri enti coinvolti. «Trenta giorni per rispondere. Le risposte saranno rese pubbliche, così come gli eventuali silenzi. Se necessario, tutti gli strumenti di tutela verranno attivati congiuntamente dai firmatari», ha concluso Cannizzo. Il documento rimarrà aperto a nuove adesioni da parte di organizzazioni sindacali, enti locali, associazioni di categoria, ordini professionali e comitati civici.