Progetto Museo dell’Armistizio, nasce in un immobile confiscato alla mafia. Lanciata raccolta fondi

Da immobile utilizzato per da una famiglia di mafia a spazio per tenere viva la memoria su uno dei passaggi cruciali della Seconda guerra mondiale. È questa la scommessa che da oggi si gioca a Cassibile e per la quale i promotori chiedono la collaborazione e il sostegno, oltre che delle istituzioni, dei cittadini che hanno a cuore anche la storia più recente di Siracusa.
​L’obiettivo è di realizzare il Museo Etnostorico dell’Armistizio, quello firmato a Cassibile il 3 settembre del ‘43 e reso pubblico 5 giorni dopo e che segnò per l’Italia la rottura dell’alleanza con la Germania e l’uscita dal conflitto. A 83 anni da quell’evento, stamattina, in conferenza stampa è stato presentata l’idea progettuale che sarà finanziata anche con una raccolta fondi già avviata.
​L’incontro con i giornalisti si è tenuto nei locali che ospiteranno il museo, in via della Magnolie 66. Si tratta di un immobile confiscato alla criminalità e che il Comune di Siracusa ha concesso a Kakiparis, l’associazione storico-culturale che da 26 anni tiene viva la memoria dell’Armistizio organizzando varie iniziative tra cui le celebrazioni annuali del 3 settembre. In questo lungo arco di tempo, l’associazione ha raccolto materiale d’epoca e cimeli, oltre cinquemila pezzi, che adesso potrebbero trovare una sede definitiva e non essere più oggetto di mostre occasionali.
​L’idea del museo è vista con interesse dall’amministrazione comunale, oggi presente con in vice sindaco Edy Bandiera a causa di altri impegni istituzionali del sindaco Francesco Italia. «Si concretizza – ha detto Bandiera – una fruttuosa sinergia tra Comune e Kakiparis in un’iniziativa destinata ad arricchire l’offerta storico-culturale del territorio siracusano. Con l’Armistizio, firmato a poca distanza da qui, si crearono le condizioni per la nascita della Repubblica italiana e, quindi, dell’Europa. Per i tanti turisti, anche stranieri, che ogni anno vengono a Cassibile e Fontane Bianche ci sarà, a breve, la possibilità di rivivere un evento che ha segnato la vita delle generazioni future».
​Presente alla conferenza stampa il consigliere comunale Paolo Romano, da sempre impegnato in questo sforzo di difesa della memoria. «Il museo – ha affermato – racconterà l’Armistizio attraverso documenti, fotografie, testimonianze, mappe, filmati, materiali militari e strumenti multimediali. Ma potrà, soprattutto, diventare un luogo di confronto e di educazione alla pace e parlare ai giovani con un linguaggio contemporaneo. La memoria, infatti, non è soltanto conservazione del passato. È una risorsa culturale attraverso la quale una comunità può comprendere meglio la propria identità e costruire il proprio futuro».
​Franco Imprescia, presidente di Kakiparis, ha moderato gli interventi non senza prima citare il lavoro compiuto per raggiungere questo risultato, che però, ha aggiunto, è un punto di partenza perché adesso si lavorerà all’allestimento dello spazio.
​Il questore Aldo Fusco ha sottolineato l’importanza di avere trasformato un immobile della mafia in uno spazio in cui coltivare la memoria e ha voluto ricordare i militari caduti tra il 3 e l’8 settembre del ‘43, uomini che, in quella fase di vuoto istituzionale, hanno perso la vita per mano di nemici che non erano più tali.
​Alberto Moscuzza, presidente dell’associazione Lamba Doria, che ha sostenuto Kakiparis in questo percorso, ha manifestato la sua soddisfazione per il risultato raggiunto e lo storico Nunzio Lauretta, consulente dell’associazione, ha collocato la firma nel contesto degli eventi focalizzando l’attenzione sui processi politico-istituzionali che ne sono seguiti.
​Da questo momento l’attenzione si sposta sull’allestimento dello spazio attraverso vetrine espositive, pannelli didattici multilingue, impianti audio-video per le testimonianze orali. Per finanziare tutto ciò, Kakiparis ha deciso di scommettere, oltre che sull’aiuto delle istituzioni, sulla generosità dei cittadini e delle persone che tengono alla promozione del territorio e della sua storia. Così, da qualche giorno, ha lanciato una raccolta fondi attraverso il sito “produzionidalbasso.com”. I donatori entreranno nell’Albo dei Sostenitori e potrebbero anche ricevere una targa che sarà esposta all’interno del museo.
​La presentazione, che rientrava nella celebrazione dell’83esimo anniversario dell’Armistizio, si è conclusa in piazza della Parrocchia tributando l’Onore ai caduti di guerra. Erano presenti autorità militari, una rappresentanza americana della base di Sigonella e le associazioni d’arma.