Punta della Mola, Elemata replica: “basta suggestioni: nessuna illegittimità e nessun falso storico”
Elemata Maddalena non ci sta e dopo l’affondo di Natura Sicula (clicca qui), associazione ambientalista, passa al contrattacco. “Nessuna illegittimità, nessun falso storico”. Il progetto di riqualificazione “non nasce oggi, è stato istruito nelle sedi competenti, analizzato, verificato e già sottoposto al vaglio della giustizia amministrativa”. Questi i punti fermi, secondo la società.
La tesi di Elemata è semplice: il recupero del patrimonio esistente non è una violazione, “ma un valore costituzionalmente rilevante, coerente con i principi di sostenibilità e di contenimento del consumo di suolo”. Il progetto, spiegano dalla società, non altera il patrimonio edilizio esistente. “Non altera l’equilibrio paesaggistico e, soprattutto, opera su volumi già presenti, rispettando
i vincoli e le prescrizioni imposte dalle autorità competenti”.
Quanto alla tutela della biodiversità, Elemata bolla come “suggestioni” le tesi di Natura Sicula. “Parlare di compromissione definitiva significa ignorare completamente la metodologia scientifica e normativa che regola la Valutazione di Incidenza Ambientale. Non siamo di fronte a un intervento invasivo, ma a una riqualificazione controllata, che riduce il degrado attuale e introduce una gestione responsabile del sito. Il vero rischio per molte specie, oggi, è proprio l’abbandono e l’assenza di presidio”, si legge nella replica.
Le accuse relative a omissioni sui pipistrelli e rischio idraulico appaiono ad Elemata “francamente infondate” come anche le osservazioni sulla presunta obsolescenza dei dati e sul cosiddetto effetto cumulo. “Non esiste alcuna elusione quando ogni intervento viene sottoposto alle verifiche previste dalla legge. L’idea di un frazionamento artificioso è una narrazione priva di riscontro,
già superata nelle sedi competenti”.
Ragioni che spingono Elemata Maddalena a ribadire l’intervento progettato su Punta della Mola “restituisce dignità a un’area oggi abbandonata, sottraendola al degrado e inserendola in un percorso di valorizzazione sostenibile. Un progetto che non consuma territorio, ma lo recupera. Che non distrugge, ma riordina. Che non minaccia, ma tutela attraverso la presenza, la
gestione e la responsabilità”.
Nelle settimane scorse, anche il deputato regionale La Vardera aveva portato in Ars i suoi dubbi e perplessità. Ora le osservazioni fortemente critiche di Natura Sicula. “Non intendiamo più tollerare campagne diffamatorie, insinuazioni sistematiche o operazioni di delegittimazione orchestrate da ristrette minoranze rumorose”, l’avviso di Elemata Maddalena. “La società si riserva sin d’ora ogni più opportuna iniziativa, in ogni sede civile, penale, amministrativa e risarcitoria, a tutela della propria immagine, dei propri diritti e dei propri legittimi interessi economici”. E per rendere ancora più chiaro il messaggio, la società del marchese Di Gresy aggiunge anche che “il tempo delle provocazioni impunite è terminato. Da questo momento, ogni falsità, insinuazione o condotta lesiva sarà valutata con la massima fermezza e perseguita nelle sedi competenti”. Va da sè, però, che spetta ad un’altra e superiore autorità valutare eventuali falsità o insinuazioni.