Referendum, Nardi (Cgil): “Vittoria del No, grande impresa civile”
“Il prevalere del NO, a cui la nostra provincia ha contribuito significativamente, rappresenta una grande impresa civile”. Lo dice il segretario provinciale della Cgil di Siracusa, Franco Nardi. “In un tempo attraversato da profonde disuguaglianze e da un crescente distacco tra cittadini e istituzioni, il voto ha restituito centralità alla partecipazione popolare e alla volontà di difendere l’impianto democratico della Repubblica e dunque allontanare rischi di derive autocratiche” prosegue Nardi. “L’indipendenza dei poteri costituzionali è garanzia di libertà e democrazia nel nostro Paese, nel pieno rispetto di quanto voluto dai padri costituenti”. Parole che richiamano con forza il senso profondo di questo voto: la tutela dell’equilibrio tra i poteri dello Stato come presidio imprescindibile dei diritti. Il risultato referendario è frutto di una mobilitazione diffusa, che ha visto il mondo del lavoro, la nostra organizzazione sindacale, le associazioni e tanti cittadini impegnati in un confronto aperto e capillare. La CGIL ha svolto un ruolo fondamentale, portando nelle assemblee, nei luoghi di lavoro e nelle piazze le ragioni del NO, legandole alla difesa della Costituzione e alla qualità della democrazia. Non si è trattato di una scelta conservativa, ma di una presa di posizione chiara: respingere modifiche percepite come un rischio per l’equilibrio istituzionale e per l’autonomia della magistratura e degli altri poteri dello Stato. In questo senso, il voto rappresenta una riaffermazione del modello costituzionale disegnato dai padri fondatori della Repubblica, fondato sulla separazione e sull’indipendenza dei poteri. La vittoria del NO, dunque, parla al presente ma guarda al futuro. È un richiamo alla responsabilità collettiva: difendere e attuare pienamente la Costituzione, rafforzare la partecipazione democratica e garantire che i diritti, a partire da quelli del lavoro, restino al centro dell’azione politica. La democrazia – conclude Nardi – vive solo se è sostenuta da istituzioni autonome e da cittadini attivi e consapevoli così come i siracusani hanno dimostrato di essere. Questo referendum dimostra che il Paese ha ancora la forza di reagire e di scegliere, mettendo al primo posto la libertà, la giustizia e la dignità delle persone”.