Risate, scherzi e gestacci. Di Mauro sbotta: “Basta, questo non è un bar. Tutti più decorosi in Consiglio”

Il presidente del Consiglio comunale di Siracusa, Alessandro Di Mauro, interviene con toni netti dopo le polemiche legate al nuovo “caso Zappalà”. E inizia con il bacchettare l’intera assise. “Si è verificato un episodio sgradevole. Non voglio condannare il consigliere dal punto di vista personale, ma certo non ha brillato dal punto di vista del decoro istituzionale. Il problema non è solo il gesto, perchè nei video che circolano non si vedono i consiglieri che lo istigavano, portandolo a fare quel gesto”.
Una dinamica che, secondo Di Mauro, racconta molto più di un singolo episodio. “Ognuno reagisce in base al proprio modo di pensare, però sarebbe opportuno che questi consiglieri la finissero di scherzare in Aula, la finissero di tenere un clima da scuola elementare e cominciassero a capire che sono seduti lì per svolgere un ruolo istituzionale”.
Il richiamo è generale e non risparmia nessuno. “Ovviamente é da censurare il gesto di Zappalà, sia chiaro. Ma la nota critica é da estendersi a tutta l’Aula”, afferma il presidente Di Mauro, denunciando un atteggiamento ormai ricorrente. “Durante gli interventi dei colleghi più seri, che vengono per lavorare, c’è sempre qualcuno che parla, ride e scherza. Questo purtroppo non fa bene né alla città né ai cittadini”.
Da qui l’ennesimo appello all’ordine. “Non è la prima volta che richiamo questi consiglieri. Devono finirla di prendere tutto come un gioco: andiamo là per lavorare e soprattutto per lavorare per i cittadini”, ripete.
Entrando nel merito dell’episodio, “non è un gesto sessista di per sé”, dice Di Mauro. Qualcuno potrebbe considerarlo uno scherzo. Però quello non è il luogo dove poter scherzare in quella maniera”, precisa. E aggiunge, senza mezzi termini, “se certi scherzi si vogliono fare, si facciano al bar. In Aula si deve tenere un comportamento consono”.
A chi lo critica, il presidente Di Mauro risponde sereno. “Nel video integrale si sente chiaramente che riprendo i consiglieri, chiedendo di mantenere un comportamento adeguato all’Aula consiliare”.
Infine, la replica alle opposizioni. “Mi tirano in mezzo dicendo che il presidente deve prendere provvedimenti, ma io li prendo con tutta l’Aula, loro compresi”. In che senso? “Tra chi firma la nota critica delle opposizioni c’è anche chi era lì a scherzare con il consigliere Zappalà. Non faccio nomi perché non mi interessa mettere alla berlina una singola persona», chiarisce. Ma il messaggio resta fermo. “Non lo giusitifico. Ma é evidente che non stava parlando da solo. Per questo dico: la finissero tutti con questi atteggiamenti poco consoni all’Aula consiliare”.