Rottamazione dei Tributi Locali, approvato il regolamento: ecco tutte le novità

Approvato dal consiglio comunale di Siracusa il regolamento per la definizione agevolata dei tributi locali non versati. Dopo gli approfondimenti condotti dalla quinta commissione, presieduta da Simone Ricupero e l’elaborazione di una serie di emendamenti rispetto alla proposta originaria dell’amministrazione comunale, i contribuenti siracusani possono, dunque, aderire alla cosiddetta Rottamazione Quinquies per i Tributi Locali. Riguarda i debiti con il Comune fino al 28 febbraio 2026, rispetto all’idea originaria, che parlava di dicembre 2024. Rientrano nella misura Tari, Imu, Tasi per i debiti più datati, Cup, canone unico patrimoniale, sanzioni elevate per violazioni al Codice della Strada per la parte degli interessi maggiorati su base semestrale per il 10 per cento. Non è stato possibile, invece, inserire anche le cartelle esattoriali affidate all’Agenzia delle Entrate Riscossione, aspetto su cui anche gli uffici di Palazzo Vermexio avevano espresso parere negativo per via di quanto la normativa nazionale prevede. L’assessore Pierpaolo Coppa esprime soddisfazione per il lavoro svolto “da maggioranza ed opposizione insieme, ogni consigliere – commenta- ha dato il proprio contributo fattivo per arrivare infine all’approvazione di una sorta di maxi-emendamento. I cittadini potranno rateizzare il loro debito fino ad un massimo di 84 rate, con un importo minimo di 50 euro, in base all’importo. Possono definirsi anche i tributi per i quali ci sono giudizi innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria. Le istanze potranno essere presentate entro il 30 giugno 2026. Sarà possibile anche pagare in un’unica soluzione”. La definizione agevolata non include la Tassa di Soggiorno. Coppa chiarisce che l’amministrazione comunale “non avrebbe avuto nulla in contrario rispetto alla possibilità di inserire i ruoli nella definizione e- aggiunge- se dovessero subentrare novità normative potremmo anche avviare un nuovo ragionamento. Al momento, com’è noto, anche altri enti e perfino Anci, l’associazione dei Comuni, hanno escluso la possibilità di inserire le cartelle in questo calderone, a meno che non si tratti di enti che gestiscono in proprio la riscossione o che hanno affidato il servizio a terzi e non ad AdEr”.