Saline in cenere, rogo partito dall’esterno: chi lo ha appiccato e perchè nessun supporto aereo?
Alcuni filmati e le prime indicazioni che arrivano dall’analisi sul campo, sembrano confermare l’ipotesi che il rogo che ha ridotto in cenere un’ampia porzione della riserva delle Saline di Siracusa sia partito da un terreno quasi all’incrocio tra via lido Sacramento e traversa Caderini, all’esterno della Rno. Nell’area si trova un serbatoio interrato comunale in disuso e da sempre la vegetazione spontanea la fa da padrone. Forse per operare della “pulizia” poi sfuggita di mano o forse per un accidentale innesco – una sigaretta accesa lanciata da un’auto di passaggio – si è scatenato l’inferno, con le fiamme che hanno lambito la vicina farmacia e poi marciato verso le abitazioni, riducendo in cenere canneti e macchia mediterranea.
Si discuterà a lungo sulla mancanza di prevenzione e sulle strisce tagliafuoco che non hanno protetto a dovere specie via Elorina, dove pure una fetta parallela alla strada era stata parzialmente liberata da canne e vegetazione in occasione della realizzazione del nuovo impianto di illuminazione. Ci si interroga sulla funzione “cuscinetto” della pre-riserva ma sembrano polemiche stantie e guidate forse da interessi di parte, perchè alla fine una riserva naturale è, per definizione, un’area a verde e quando arrivano le fiamme, c’è poco da fare. Si dirà, le fiamme non devono arrivare sin là dentro. Corretto, ma in un’area così antropizzata, con costruzioni a ridosso del perimetro della riserva, la prevenzione non è più la semplice delle operazioni. Il che non vale come alibi esaustivo, perchè si può sempre far qualcosa per migliorare la sicurezza.
Eppure quasi nessuno oggi parla o attacca i piromani e i controlli per rintracciarli; non si parla del poco personale e dei pochi mezzi a disposizione dei Vigili del Fuoco o dell’assenza – ieri, in piena emergenza – di aiuto dall’alto con elicottero o canadair (la replica: impegnati nelle altre emergenze siciliane). Tutti a puntare l’indice sull’ente gestore della Riserva, il Libero Consorzio di Siracusa. Quasi come avesse persino appiccato il rogo. Come è diverso l’atteggiamento tenuto dai più quando la stessa situazione – rogo disastroso – si verificò pochi anni addietro ai danni della riserva orientata Saline di Priolo.