Sanità siracusana, la Fials lancia l’allarme: “Il nuovo ospedale tra 8 anni, ma l’emergenza è oggi”

La sanità siracusana rischia il collasso strutturale, stretta tra un ospedale (l’Umberto I) saturo e un’emorragia finanziaria da 102 milioni di euro l’anno legata alla mobilità passiva — pari al 13/14% dell’intero budget provinciale — che drena pazienti e risorse verso Catania. È l’allarme lanciato dalla Fials (Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità) nel corso del convegno-dibattito svoltosi presso il Centro Congressi del Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, moderato dalla giornalista Santina Giannone. All’incontro hanno partecipato numerosi ordini professionali sanitari, l’Osservatorio Civico e i rappresentanti dei Comuni della provincia.
Il segretario regionale Fials, Alessandro Idonea, ha tracciato un quadro critico della situazione. “L’Umberto I è una struttura del secolo scorso che non ha più centimetri disponibili. Ad oggi risultano ufficialmente non attivi 33 posti letto deliberati dalla Regione, mentre i servizi essenziali vengono ridotti, come la Chirurgia Vascolare scesa da 12 a soli 4 posti letto. Non possiamo dire a un cittadino di aspettare anni per curarsi. Dobbiamo agire nell’immediato spostando fuori dal presidio ospedaliero la logistica, i depositi, la farmacia e l’anatomia patologica per liberare spazi assistenziali vitali e bloccare i ‘viaggi della speranza’”. A complicare il quadro, secondo gli specialisti intervenuti, è il paradosso di macchinari diagnostici d’avanguardia — Tac, risonanze, mammografi — acquisiti dall’Asp ma che rischiano di restare sottoutilizzati a causa di piante organiche obsolete e carenze nella formazione del personale, spingendo medici e infermieri verso hub di Catania o verso le regioni del Nord.
Salvatore Italia, direttore del Dipartimento Area Medica e dell’UOC Medicina Interna di Avola-Noto, ha affrontato la situazione del presidio netino. Quello che viene comunemente chiamato “Pronto Soccorso” di Noto, ha spiegato, non è formalmente riconosciuto come tale nella rete ospedaliera ufficiale. Sulla base dei decreti assessoriali del 2019, la struttura è classificata come “presidio operativo” temporaneo con funzioni attive H12, priva dei requisiti minimi di legge per garantire la piena sicurezza di pazienti e operatori. La struttura rimane tuttavia aperta grazie, da tre anni, ai doppi turni del personale medico e infermieristico.
Il convegno ha anche messo in luce aree di eccellenza. Santo Pettignano, direttore UOC Servizi Informativi e Controllo di Gestione, ha illustrato il modello di digitalizzazione dell’Asp, che ha valso all’azienda diversi riconoscimenti scientifici. “Siamo all’avanguardia in Sicilia per i processi informatici grazie a un grande lavoro di squadra tra tecnici e personale sanitario. Tuttavia, avvertiamo l’amarezza di una cittadinanza che vede l’eccellenza digitale scontrarsi con la carenza delle strutture fisiche”. Un esempio concreto è la rete di telemedicina descritta dal dottor Bucello, responsabile della Neurologia di Siracusa. Grazie al collegamento remoto tra i presidi di Avola e Siracusa, un paziente colpito da ictus a Portopalo può ricevere il trattamento di trombolisi in 20-30 minuti, direttamente ad Avola sotto la guida del neurologo siracusano.
Dagli ordini professionali è giunto un appello corale. Salvo Latina, presidente dell’Ordine degli Infermieri, ha denunciato la fuga dei giovani professionisti verso il Nord per mancanza di riconoscimento locale; Vincenzo Arrabito, presidente dell’Ordine TSRM PS-TRP, ha chiesto l’aggiornamento urgente dei modelli organizzativi aziendali; Salvo Sorbello, presidente dell’Osservatorio Civico, ha segnalato come due Case della Comunità siano sorte a soli 50 metri di distanza alla Pizzuta, senza un reale coinvolgimento di medici e terzo settore, risultando attualmente non funzionanti. Paolo Amenta, sindaco di Canicattini Bagni e presidente di Anci Sicilia, ha parlato a nome dei primi cittadini della provincia. “La sanità non ha e non deve avere tessere di partito. I Sindaci – ha detto – sono pronti a fare la propria parte. Non vogliamo passerelle elettorali, ma chiediamo formalmente alla politica regionale e nazionale di firmare un patto concreto con i cittadini di questa provincia”.
A conclusione dei lavori, la Fials ha ufficializzato la richiesta di attivazione immediata di un Comitato Tecnico Permanente che riunisca la direzione strategica dell’Asp, i professionisti sanitari e i rappresentanti istituzionali del territorio, con l’obiettivo di monitorare i requisiti minimi di legge, ottimizzare l’impiego delle tecnologie disponibili e gestire la transizione in attesa del nuovo ospedale, la cui realizzazione non è attesa prima di sette-otto anni.