“Sapiens, un solo pianeta” fa tappa a Siracusa: al museo Paolo Orsi e a Megara Hyblaea per raccontare Odisseo
Fa tappa anche in provincia di Siracusa “Sapiens- Un solo Pianeta, lo strano ritorno di Odisseo”.
Mario Tozzi prosegue le sue incursioni nel passato, nel presente e nel futuro della vita dei Sapiens con una nuova puntata , il programma prodotto da Rai Cultura, in onda su Rai3 sabato 7 novembre alle 21.30.
Faranno parte del racconto immagini girate a Megara Hyblaea, una delle prime colonie fondate in Sicilia dai Greci,poi il Parco Archeologico, fra i resti dell’abitato e l’antiquarium che custodisce migliaia di reperti. I vasi di ceramica, visibili nel Museo Archeologico di Lentini e al Paolo Orsi di Siracusa, raccontano scene dell’Odissea, le storie fondative che i coloni hanno portato con loro dalla madre patria.
Diverse le domande a cui il programma cerca di dare delle risposte. “Odisseo, che noi chiamiamo Ulisse, era davvero un eroe astuto o era solo un uomo complicato? In che cosa era diverso dagli altri eroi e in cosa è simile a noi? Dove si nasconde, oggi, Odisseo? Esistono davvero i luoghi raccontati nell’Odissea? A quali siti geografici corrispondono? Quali verità scientifiche si celano dietro le parole del mito? Perché ancora oggi i sapiens leggono, rileggono e ripercorrono l’Odissea?”. Quella girata anche in provincia di Siracusa è la seconda puntata di “Sapiens – Un solo pianeta” . L’avatar giovane di Mario Tozzi (generato con l’Intelligenza Artificiale) torna indietro di duemila anni per incontrare Odisseo, facendo la conoscenza diretta di Polifemo, il gigante antropofago, della dea Atena e della maga Circe, con cui vive una breve passione. Una ricerca apparentemente senza esito, ma con un finale a sorpresa.
Del viaggio di ritorno di Odisseo a Itaca saranno ripercorse, dunque, alcune tappe fondamentali per capire a quali luoghi reali corrispondano. Ogigia, Scilla e Cariddi, la terra dei Lotofagi, l’isola di Calipso, è lungo l’elenco delle tappe dell’Odissea per le quali gli studiosi hanno cercato corrispondenze nella realtà, una ricerca che è il filo conduttore della puntata nella quale cercheremo di comprendere anche i fenomeni scientifici che si nascondono dietro il mito. Con Mario Tozzi tappa anche ad Aci Trezza, lungo la riva che gli studiosi indicano come la costa che Odisseo, mosso dalla curiosità, decide di esplorare per conoscere da vicino i suoi abitanti, i Ciclopi, pastori selvaggi e senza legge. È qui che il protagonista dell’Odissea incontra Polifemo, il gigante con un occhio solo, che Odisseo acceca per salvare sé stesso e i suoi marinai dalla sua furia bestiale. Oggi la scienza è in grado di spiegare il mito dei Ciclopi con il quale già nell’VIII secolo, quando dalla tradizione orale si giunge alla forma scritta dell’Odissea, venivano interpretati i resti fossili di preistorici elefanti nani nelle grotte della Sicilia. I loro teschi presentavano un grande foro centrale, dove era collocato l’alloggiamento della proboscide: per gli uomini di quel tempo era quel che restava di un grande, unico occhio appartenuto a una specie umana di spaventosi giganti. Di fronte ad Aci Trezza si stagliano i faraglioni che, come vuole la leggenda, sono i sassi strappati dalla scogliera che Polifemo lancia contro Odisseo. In realtà questi faraglioni sono resti di corpi magmatici sprigionati dall’Etna all’inizio della sua attività eruttiva più di mezzo milione di anni fa. Il viaggio di Odisseo, portatore de valori della società greca, non è solo un ritorno a casa, è anche la mappa mentale con cui i Greci dell’VIII secolo a.C. leggevano il mondo che stavano colonizzando. Preziosa, per la realizzazione della puntata che mostra alcuni tra i tesori del patrimonio archeologico e culturale della provincia la collaborazione con la Film Commission di Siracusa.