Scuola, aule roventi: “Posticipare l’avvio dell’anno scolastico”. In provincia pochi climatizzatori in classe
“Solo il 6,8% delle scuole dispone in provincia di Siracusa di impianti di climatizzazione adeguati”. Il Comitato Scuole Sicure Siracusa mette in rilievo un dato che definisce allarmante e che rende quasi impossibile rispettare i parametri di riferimento fissati dall’Inail, che indicano le condizioni estive ottimali. “Con l’avvio dell’anno scolastico fissato per il 15 settembre in Sicilia, studenti, docenti e personale ATA -osservano i rappresentanti della comunità scolastica Angelo Troia, Gianluca Belviso e Giovanni Andronico- si troveranno nuovamente a operare all’interno di aule e ambienti comuni non attrezzati per fronteggiare le ondate di calore estivo”. La richiesta è quella di interventi urgenti da parte delle istituzioni competenti.
“Il microclima scolastico — inteso come l’insieme di temperatura, umidità e ventilazione — fanno presente i professionisti – incide direttamente sul comfort e sulla sicurezza di chi vive quotidianamente gli edifici per molte ore. Tuttavia, le temperature elevate non rappresentano più un’eccezione stagionale, bensì una criticità strutturale e prolungata che richiede interventi mirati di edilizia scolastica”.
Le responsabilità di una situazione ben lontana dall’essere ottimale nelle scuole del territorio, secondo il comitato sarebbe da distribuire da dirigenti scolastici ed enti proprietari. I dirigenti perché tenuti a valutare il rischio caldo nell’ambito del Documento di Valutazione dei Rischi, confrontandosi con il medico competente e potendo giungere in casi limite alla sospensione delle attività. Gli entri proprietari, Comune e Libero Consorzio, invece, con la responsabilità primaria di intervenire con manutenzioni e adeguamenti strutturali indispensabili, come i cappotti termici, le schermature solari, gli impianti di climatizzazione.
La questione primaria, dunque, per il comitato non è subito quella di ipotizzare modifiche al calendario scolastico, come la riduzione della pausa estiva, ma quella di individuare una strategia nazionale con investimenti strutturali per l’adattamento climatico degli edifici. Viene inoltre richiamata l’attenzione sulla sicurezza nelle aree balneari e periferiche — citando i recenti eventi legati agli incendi in via Elorina —, dove diversi istituti scolastici necessitano di tutele preventive adeguate”.
In Calabria è stata la Fillea Cgil, con il segretario Simone Celebre a lanciare un appello alla Regione e agli enti proprietari degli edifici scolastici per avviare una stagione di interventi sul patrimonio scolastico calabrese. In quel contesto è anche partita la richiesta di rinvio dell’inizio delle lezioni nel caso in cui le condizioni climatiche dovessero rendere incompatibile la permanenza nelle aule di lavoratori e alunni. Il principio è chiaro: “non può essere il calendario scolastico a venire prima della sicurezza delle persone”. Il rinvio, qualora accordato, sarebbe una risposta emergenziale ma la vera questione rimarrebbe la gestione del caldo estremo, non più da valutare come evento eccezionale”.
Le regole della Regione Sicilia sono diventate stringenti. Viene disposto un calendario, che stabilisce metà settembre come data di avvio delle lezioni. Molte scuole anticipano addirittura l’apertura perché l’obbligo è quello di mantenere il numero dei giorni previsto dal calendario. Nelle scuole che dispongono di un sistema di climatizzazione, come osservano anche i presidi, tutto questo non comporta alcuna difficoltà, per tutte le altre scuole diventa, al contrario, un problema serio. Lo è anche l’obbligo di garantire il numero di ore stabilito agli studenti e di servizio ai dipendenti. Anche decidere di anticipare l’uscita nelle prime settimane è questione da far poi quadrare dal punto di vista matematico, per recuperare le ore perdute.
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