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Scuola “vietata” per due bambine, manca l’accordo tra i genitori in causa per il divorzio

A differenza di tutti i loro coetanei, due bambine di 6 ed 8 anni non possono frequentare la scuola dell’obbligo. Per via di un complicato contenzioso in atto tra i genitori, in causa per il divorzio con il coinvolgimento di due distinti Tribunali italiani, manca il necessario nulla osta per definire l’iscrizione nella nuova scuola, un istituto comprensivo della provincia di Siracusa che ha sede nella città dove, da alcuni mesi, è tornata a vivere la madre, insieme alla bimbe.
In una storia ricca di paradossi, saranno i giudici a decidere la sorte delle piccole e involontarie protagoniste cui – per il momento – è vietata una cosa normale: andare a scuola.
Avevano, invero, iniziato a frequentare l’istituto siracusano dove la mamma, tornata in Sicilia poco prima del lockdown, al fine di evitare i rischi legati al covid, le aveva pre-iscritte. Nel siracusano la donna ha anche trovato lavoro. La procedura sembrava essere andata a buon fine e, seppure come auditrici, le bimbe erano state effettivamente accolte nelle loro nuove classi. Ma non sono riuscite a completare neanche il primo giorno di scuola, lo scorso 24 settembre: sono state invitate ad uscire prima della fine delle lezioni.
La mamma si è precipitata a scuola. A nulla sono però valse le sue rimostranze. Mancherebbe il nullaosta della scuola alla quale le due bambine erano state preiscritte, in Emilia. Una, la più grande, aveva già frequentato i primi due anni di scuola elementare proprio in quella scuola. La dirigente scolastica siracusana non ha potuto fare altro che disporre di conseguenza.
Manca l’accordo tra i genitori, che rischiano così anche una segnalazione penale per mancato rispetto dell’obbligo scolastico. E’ uno degli effetti collaterali di una disputa che riguarda il divorzio della coppia, incardinata in due distinti procedimenti in atto in un Tribunale Emiliano e presso quello di Siracusa. Nel tentativo di permettere alle due bambine di poter frequentare la scuola elementare, la madre ha deciso di rivolgersi agli avvocati Alessandro Cotzia e Gianluca Caruso. I due legali hanno subito presentato una istanza urgente al Tribunale di Siracusa, chiedendo una autorizzazione che permetta alle bimbe di sedere tra i banchi e seguire le lezioni.
“Sono il genitore collocatario, secondo la sentenza di separazione. Ho trovato lavoro qui e, in fondo, su in Emilia ero stata anche invitata la lasciare la casa coniugale. Non potevo scegliere diversamente che tornare a casa in Sicilia. Le bambine devono poter frequentare la scuola, tutto quello che c’è da risolvere deve coinvolgere me ed il mio ex marito ma non anche loro, assolutamente incolpevoli”, racconta la mamma alla redazione di SiracusaOggi.it.”Era giusto dare un nuovo inizio qui, nella sua terra d’origine e circondando le bambine con l’ amore e l’affetto di tutti i parenti e dei nuovi amici”, aggiunge il nonno materno. “Il papà può venire a trovare le piccole tutte le volte che vuole. Accade però che viviamo in Italia, dove lo sappiamo la burocrazia è lentissima e le norme, a volte, non sono scritte molto bene, tanto che ci vuole un giudice per applicarle nel modo corretto”, dice ancora.
In questa storia sono state omesse indicazioni precise sulle città e sui nomi delle scuole per non rendere identificabili i protagonisti della vicenda e, soprattutto, tutelare le due minori.