Scuole roventi, la provocazione del Codacons: “Spegnete i climatizzatori negli uffici”
“Se un bambino o uno studente deve trascorrere ore in un’aula rovente mentre a pochi metri qualcuno lavora con il climatizzatore acceso, c’è qualcosa che non va”. È la provocazione lanciata da Francesco Tanasi, giurista e segretario nazionale del Codacons, sulle condizioni climatiche nelle scuole siciliane.
L’associazione si rivolge ad assessori, Ufficio scolastico regionale, sindaci, Città metropolitane, Liberi Consorzi e dirigenti scolastici. “Spegnete i climatizzatori dei vostri uffici quando studenti, docenti e personale scolastico sono costretti a stare in aule prive di adeguati sistemi di raffrescamento”.
Secondo Tanasi, il ragionamento deve valere in entrambe le direzioni. “Se quelle condizioni sono accettabili per chi studia e lavora nella scuola, devono esserlo anche per chi sta negli uffici. Se invece non lo sono, bisogna intervenire”.
La stessa iniziativa, annuncia il Codacons, potrebbe essere riproposta in inverno, nel caso di aule troppo fredde per impianti di riscaldamento insufficienti o non funzionanti. “Chiederemo di spegnere anche i riscaldamenti degli uffici”.
Il Codacons lancia inoltre gli “ispettori onorari Codacons”, invitando genitori e cittadini a segnalare le situazioni riscontrate negli istituti siciliani.
“Chiedo alle famiglie di diventare i nostri occhi nelle scuole”, afferma Tanasi. “Segnalateci le aule roventi e, se durante l’accesso all’istituto constatate climatizzatori accesi negli uffici mentre studenti e insegnanti restano al caldo, fatecelo sapere”.
Le segnalazioni possono essere inviate via WhatsApp al 371 5201706 o all’indirizzo sportellocodacons@gmail.com, indicando, se possibile, istituto, Comune, giorno, ora e condizioni riscontrate.
Il Codacons ricorda che le responsabilità sono distribuite tra diversi soggetti: agli enti territoriali competenti spettano gli interventi strutturali e la manutenzione degli edifici e degli impianti, mentre i dirigenti scolastici hanno specifici obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
“Non chiediamo privilegi, chiediamo normalità”, conclude Tanasi. “Un’aula non può diventare un forno a settembre e una ghiacciaia d’inverno. La scuola va difesa anche garantendo condizioni dignitose a chi ogni giorno ci studia e ci lavora”.