Senza energia elettrica ma vive grazie a un macchinario:”Salvato dai vigili del fuoco”
Un’interruzione di energia elettrica programmata, quel dispositivo medico di cui non può fare a meno per via di una patologia autoimmune, il panico. C’è anche un lieto fine nella storia che Gianfranco, un siracusano dalla storia difficile, racconta in segno di gratitudine nei confronti di chi l’ha soccorso, salvato, fatto sentire al sicuro. Gianfranco affida ad una lettera i suoi pensieri. Definisce l’episodio di cui è stato protagonista “un intervento che ha fatto la differenza” e che per questo vuole condividere, affinché non rimanga una vicenda privata ma il racconto di un “esempio concreto di umanità e di efficienza dei servizi di emergenza” che ha vissuto in prima persona, sperimentato sulla propria pelle. Nei giorni scorsi, a seguito di un’interruzione programmata dell’energia elettrica, Gianfranco si è ritrovato in casa senza alimentazione per lo strumento elettromedicale che gli è essenziale, viste le sue condizioni di salute. Vive da solo, descrive la sua situazione familiare di “oggettiva difficoltà e non poter contare sull’efficienza del dispositivo rischiava di rappresentare causa di conseguenze davvero gravi”. Gianfranco parla di sé, di una vita che “negli ultimi mesi è stata profondamente segnata da eventi difficili: ho perso mia madre-racconta – e mio padre versa in condizioni di salute molto gravi, con pregresse ischemie e importanti difficoltà di movimento e di linguaggio. Ho una sorella che mi è vicina e mi aiuta per quanto possibile, anche a distanza, ma che, per impegni lavorativi e per le circostanze della vita, non può garantire una presenza costante.
A questo si aggiunge una vicenda personale estremamente pesante: sono stato coinvolto in un procedimento legato al “codice rosso”, dal quale sono stato completamente assolto. Nel frattempo la mia vita è andata a rotoli: ho perso la mia casa, la mia famiglia, il rapporto quotidiano con mio figlio, il lavoro, con un grave peggioramento della mia situazione economica e del mio stato di salute, già compromesso da una patologia autoimmune. Quando, in quelle ore, senza energia elettrica e senza acqua, mi sono ritrovato solo e con un’urgenza del genere è emersa tutta la fragilità di chi si trova ad affrontare condizioni come la mia. Ho contattato i numeri di emergenza, la risposta è stata rapida, ben coordinata, tra forze dell’ordine, servizio sanitario, vigili del fuoco. Sono stati proprio loro ad intervenire con straordinaria prontezza, professionalità e sensibilità, riuscendo a garantire la continuità dell’alimentazione del dispositivo e mettendomi in sicurezza”. Gianfranco, che si sente un “invisibile”, oggi tira un sospiro di sollievo e ringrazia pubblicamente i vigili del fuoco per averlo soccorso e protetto. L’episodio che ha vissuto lo spinge, tuttavia, anche a condividere una riflessione più ampia. “Accanto alla gratitudine per chi interviene nelle emergenze- il pensiero di Gianfranco- credo sia necessario prestare maggiore attenzione alle situazioni di fragilità che restano invisibili fino a quando non diventano critiche. Ci sono strumenti di tutela fondamentali per le persone. Il Codice Rosso è uno di questi ma occorre usarlo con estrema attenzione. E’ un ringraziamento, dunque, il mio-la chiosa della lettera di Gianfranco- ma anche un modo per dar voce ad una realtà che merita maggiore attenzione”.