Servizio di refezione scolastica, partenza a Siracusa a metà ottobre. L’ombra di un ricorso al Tar
La notizia che tante famiglie siracusane stavano aspettando è arrivata: nella seconda metà della prossima settimana partirà il servizio di mensa scolastica. Dopo quattro solleciti partiti dagli uffici comunali – il primo all’inizio di settembre – parrebbero finalmente risolti alcuni ritardi di comunicazione con le scuole. Con buona volontà delle parti, gli elenchi con le varie specifiche necessarie per permettere l’avvio del servizio sono ormai pressochè definiti in toto. La macchina, insomma, è adesso pronta a mettersi in moto.
Ma si guarda già al 22 ottobre, data i cui il Tar di Catania si pronuncerà su ammissibilità del ricorso presentato dalla ditta seconda classificata all’ultima procedura di aggiudicazione ed eventualmente anche sulla richiesta di sospensiva urgente. Il punto contestato riguarda la situazione della società cooperativa Cot, azienda dalla quale Ascot (attuale aggiudicataria) aveva preso in affitto il ramo d’azienda e della quale aveva utilizzato i requisiti per partecipare alla gara. A luglio del 2026, però, la Cot è stata posta in liquidazione amministrativa. Secondo la ricorrente, questo inficerebbe la correttezza dell’aggiudicazione del servizio, come da codice degli appalti. Saranno i giudici amministrativi a dipanare la matassa.
Nei giorni scorsi, il Comune di Priolo ha disposto l’esclusione dalla gara per il servizio di refezione scolastica proprio del raggruppamento temporaneo di imprese Ascot Ristorazione Srl ed Alta Società Cooperativa, che era risultato primo classificato e aveva ricevuto la proposta di aggiudicazione. L’amministrazione ha adesso disposto lo scorrimento della graduatoria, dando mandato al Rup di avviare le verifiche nei confronti del secondo classificato. Gli uffici priolesi hanno prima chiesto chiarimenti e soccorso istruttorio. La società Ascot ha evidenziato soprattutto un dato: il contratto di affitto era stato stipulato prima che Cot fosse sottoposta a liquidazione coatta amministrativa. Per il Comune priolese, però, questo elemento non era sufficiente.
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