Servizio idrico, ai primi di luglio la firma dei patti parasociali per l’operatività di Aretusacque

Slitta l’approvazione dei patti parasociali tra i soci pubblici e privati di Aretusacque e l’operatività della nuova governance per il servizio idrico in provincia di Siracusa. Alla riunione convocata questa mattina a Palazzo Vermexio, diverse le assenze. Non è stato raggiunto il numero legale e incontro quindi aggiornato ai primi giorni di luglio, in seconda convocazione. Nessuna rottura tra sindaci e neanche malumori, assicurano fonti interne all’Ato idrico. Semplicemente, come confermano diversi sindaci, c’è la necessità di approfondire e comprendere in dettaglio gli accordi. “Anche perchè queste regole varranno per trent’anni e quindi non possiamo commettere errori”, provano a spiegare alcuni tra i presenti alla convocazione odierna.
La riunione aveva tre punti all’ordine del giorno. Il primo, la sottoscrizione del “Regolamento per il controllo congiunto e patto parasociale per l’esercizio del diritto di voto spettante agli enti pubblici soci della società Aretusacque s.p.a.”; il secondo, la sottoscrizione dei “Patti parasociali per la gestione della società Aretusacque s.p.a.” tra i soci pubblici e il socio privato operativo; e infine il conseguente insediamento del Comitato unitario per il controllo congiunto e la nomina del Presidente.
“La partecipazione alla riunione riveste particolare importanza, in quanto la sottoscrizione dei predetti atti consente di rendere pienamente operativo il controllo pubblico congiunto e di rafforzare, fin dall’avvio del servizio, la tutela unitaria degli interessi pubblici connessi alla gestione del servizio idrico integrato”, si legge nella convocazione firmata dal sindaco di Siracusa Francesco Italia. E’ il regolamento per il controllo congiunto che prevede, in sede di prima applicazione, che sia il sindaco del capoluogo a provvedere alla convocazione della prima riunione del Comitato unitario per il controllo congiunto.
I patti parasociali e il regolamento per il controllo congiunto costituiscono “strumenti essenziali per rendere effettivo l’assetto di governance già approvato dai Comuni e per disciplinare l’esercizio congiunto e coordinato dei poteri di controllo dei soci pubblici”, si legge inoltre nella comunicazione arrivata ai sindaci. Il regolamento, inoltre, è diretto a consentire che “in assemblea, la volontà del socio pubblico sia unitariamente rappresentata; i patti, inoltre, blindano l’interesse pubblico attraverso clausole fondamentali, come il divieto di distribuzione degli utili per tutta la durata dell’affidamento, garantendo il reinvestimento di ogni risorsa nel servizio”.