Servizio idrico, commissione “ex post” per verifiche su investimenti e opere della gestione Siam

Una verifica tecnico-amministrativa sulla gestione del servizio idrico integrato per come affidata negli anni scorsi a Siam Spa. Ad avviarla è stato il Comune di Siracusa dopo la riconsegna degli impianti – avvenuta lo scorso 24 giugno – e il contestuale passaggio delle reti e degli impianti al nuovo soggetto gestore Aretusacque. Per questa attività di ricognizione e verifica è stata costituita una commissione multidisciplinare, con un impegno di spesa complessivo di 46.425,56 euro.
Negli atti pubblici relativi all’istituzione della commissione, si spiega come il fine non sia quello di assumere decisioni sulla gestione precedente, ma di effettuare una ricognizione straordinaria ed una verifica “ex post” della corretta esecuzione del rapporto concessorio concluso con Siam. Un lavoro ritenuto necessario anche alla luce della complessità e dell’estensione del sistema idrico siracusano, che comprende reti acquedottistiche e fognarie, impianti di sollevamento, depuratori, opere e relative pertinenze, oltre agli investimenti realizzati nel corso della concessione.
La commissione è stata formalmente costituita con la determina dirigenziale numero 4622 del 10 settembre 2026. Ne fanno parte l’ingegnere Pierluigi Carugno, individuato come presidente ed esperto nel settore del Servizio Idrico Integrato, e l’avvocato Andrea Provvidenza, con il ruolo di esperto legale e giuridico-amministrativo. È inoltre prevista la possibilità di ricorrere a un ulteriore esperto per attività specialistiche che dovessero rendersi necessarie nel corso dell’istruttoria.
Il lavoro sarà articolato in quattro principali filoni di verifica. Il primo riguarda lo stato di consistenza delle infrastrutture e degli impianti riconsegnati al Comune. La commissione dovrà verificare, in contraddittorio, reti, impianti, beni mobili e immobili e pertinenze oggetto del contratto di concessione, mettendo a confronto la documentazione disponibile con quanto effettivamente riscontrabile sul territorio, anche attraverso sopralluoghi.
Il secondo riguarda le opere previste dal Programma degli Interventi. Sarà necessario accertare quali interventi risultino completati, quali siano effettivamente collaudabili, quali non siano stati ultimati e quali, invece, non risultino collaudati.
Il terzo capitolo riguarda la ricognizione degli investimenti e dei beni non ammortizzati, attraverso l’esame della documentazione economico-finanziaria, del Pef, della contabilità e dei cespiti realizzati, con particolare attenzione al relativo valore residuo secondo il metodo previsto dalla regolazione Arera.
Il quarto consiste nella verifica dell’attuazione del Programma degli Interventi, con l’individuazione delle eventuali opere non realizzate e delle conseguenti questioni di natura contrattuale e amministrativa.
La commissione, viene precisato nei documenti, avrà però un perimetro di intervento ben definito. La cosiddetta clausola di salvaguardia istituzionale stabilisce infatti che l’organismo svolga esclusivamente attività di accertamento tecnico, ricognizione documentale e verifica dell’esecuzione del contratto. Non avrà quindi funzioni amministrative, sostitutive o decisorie e non dovrà pronunciarsi sulla legittimità degli atti amministrativi, sulla determinazione del valore di subentro, sulla regolazione tariffaria o sulle questioni eventualmente oggetto di contenzioso.
Particolarmente articolato sarà il lavoro del presidente della commissione, l’ingegnere Pierluigi Carugno, che dovrà coordinare i sopralluoghi e partecipare direttamente alle verifiche sul sistema acquedottistico, fognario, agli impianti di sollevamento e di depurazione e alle relative opere. A lui spetteranno inoltre il coordinamento delle attività, il raccordo tra le diverse professionalità, le riunioni della commissione, i rapporti con l’amministrazione e la predisposizione e sottoscrizione della relazione conclusiva.
L’avvocato Provvidenza si occuperà invece della ricostruzione sotto il profilo giuridico-amministrativo del rapporto concessorio, attraverso l’esame del contratto, degli eventuali atti aggiuntivi e delle proroghe, degli obblighi del concessionario e della restante documentazione amministrativa rilevante.
L’attività della commissione arriva nella fase successiva al passaggio di gestione del servizio per costruire adesso un quadro tecnico, patrimoniale, amministrativo e documentale delle infrastrutture restituite e degli interventi realizzati nel corso della concessione. Gli esiti della ricognizione dovranno essere raccolti nella relazione conclusiva della commissione.