Servizio idrico, FdI chiede accesso agli atti sul deposito cauzionale e sui disservizi
Il deposito cauzionale richiesto da Aretusacque nelle prime bollette in fase di elaborazione in queste settimane per il servizio idrico a Siracusa al centro di una richiesta di accesso agli atti presentata dal capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Vermexio, Paolo Cavallaro.
“La protesta che sta crescendo in città sul servizio idrico -sostiene il consigliere- non può essere liquidata con comunicati e rassicurazioni. Ci sono questioni precise che riguardano Aretusacque, le scelte compiute all’avvio della nuova gestione e il ruolo del Sindaco Francesco Italia, al quale abbiamo già formalmente chiesto atti e chiarimenti senza avere, ad oggi, una risposta sostanziale”. Cavallaro chiede di poter approfondire gli aspetti alla base della richiesta di deposito cauzionale, “gli importi complessivamente addebitati in fattura e quelli effettivamente incassati a tale titolo, il trattamento riservato agli utenti già domiciliati con SIAM, l’ammontare e la destinazione degli eventuali depositi cauzionali detenuti dal precedente gestore alla cessazione del servizio e gli atti di subentro relativi ai rapporti con gli utenti e alle relative garanzie. Non sono curiosità politiche-chiarisce- ma questioni che incidono direttamente sul servizio e sulle tasche dei cittadini”.
Cavallaro chiarisce che, al contrario di quanto asserito, “la disciplina ARERA non impone al gestore di richiederlo in ogni caso, ma ne consente l’applicazione disciplinandone condizioni, limiti ed esenzioni. Vogliamo quindi sapere perché Aretusacque abbia scelto di richiederlo, sulla base di quali atti e perché proprio in questa fase, dopo mesi segnati da interruzioni, cali di pressione e disagi nell’erogazione di un servizio essenziale”.
E proprio sui disservizi FdI chiede “una risposta particolarmente chiara. Non è sufficiente comunicare di volta in volta l’interruzione e il successivo ripristino del servizio. La regolazione ARERA-ricorda ancora Cavallaro- prevede precisi standard di qualità e, quando ne ricorrono i presupposti, indennizzi automatici agli utenti. Vogliamo quindi sapere se Aretusacque abbia censito tutte le interruzioni e i disservizi verificatisi dall’inizio della nuova gestione, quali abbiano comportato il superamento degli standard previsti, quanti utenti abbiano maturato il diritto all’indennizzo e quali somme siano state o saranno riconosciute”.
L’esponente di minoranza sottolinea poi un altro aspetto. “Aretusacque -sostiene- è stata rapida e chiarissima quando si è trattato di addebitare nelle prime bollette il nuovo deposito cauzionale, mentre sugli eventuali indennizzi dovuti agli utenti per i disservizi non registriamo altrettanta solerzia né altrettanta comunicazione. Se gli indennizzi sono automatici, quando ne ricorrono i presupposti non deve essere il cittadino a inseguirli. Aretusacque dica allora, con la stessa chiarezza utilizzata per le cauzioni, quanti utenti ne abbiano maturato il diritto, per quali disservizi e quando intenda riconoscerli”.
Resta poi aperta la questione delle vecchie cauzioni. SIAM ha comunicato che gli utenti che abbiano effettivamente versato il deposito e lo ritrovino nella bolletta di chiusura devono presentare una richiesta scritta per ottenerne la restituzione. “Ma se il rapporto con il precedente gestore è cessato- chiede il legale siracusano- perché deve essere il cittadino ad attivarsi per riavere somme che gli appartengono? Perché non procedere automaticamente almeno nei casi in cui siano già disponibili tutti i dati necessari? E ancora: perché nel passaggio tra SIAM e Aretusacque non è stata valutata, ove giuridicamente e contabilmente possibile, una regolazione delle cauzioni già esistenti, evitando che il cittadino debba recuperare il proprio denaro dal precedente gestore mentre il nuovo gliene chiede altro? Se questa possibilità è stata valutata e scartata, vogliamo conoscerne le ragioni”.
Ci sarebbero, infine, da chiarire casi singoli, segnalazioni di utenti che ricorderebbero di aver versato il deposito cauzionale ma di vederlo oggi indicato come pari a zero. Nessuna accusa da parte di Cavallaro a questo proposito ma la richiesta di chiarezza massima.
Su questi e sugli altri aspetti, Cavallaro chiede un intervento del sindaco, Francesco Italia.