Servizio idrico, nodo deposito cauzionale in bolletta: i chiarimenti di Aretusacque
Le prime bollette con il marchio Aretusacque devono ancora arrivare nelle case dei siracusani, ma una delle voci che comparirà nelle fatture ha già fatto scattare le prime discussioni. È il deposito cauzionale, previsto per le utenze della nuova gestione del servizio idrico. Il problema sollevato da diversi utenti è semplice: perché viene richiesto un nuovo deposito se una somma analoga era già stata versata al precedente gestore?
Aretusacque prova a fare chiarezza e richiama innanzitutto la disciplina nazionale. Il deposito cauzionale è previsto dalla regolazione Arera e non rappresenta una nuova tariffa, né un costo legato ai consumi. È una somma richiesta come garanzia degli obblighi contrattuali e resta nella titolarità dell’utente, producendo interessi.
Il punto che può risultare meno intuitivo è legato proprio al cambio di gestore. Con il subentro, i precedenti contratti di fornitura si sono chiusi e ne sono stati aperti di nuovi con Aretusacque. Per questo motivo, spiega il nuovo gestore, il deposito versato in precedenza non viene automaticamente trasferito nel nuovo rapporto.
Chi aveva già pagato il deposito al precedente gestore (Siam) dovrà quindi trovarne la restituzione nella fattura di chiusura emessa da quest’ultimo, comprensiva degli interessi maturati. Parallelamente, con il nuovo contratto Aretusacque applica le regole previste per il deposito cauzionale. È questo il passaggio che rischia di creare maggiore confusione tra gli utenti. Per un periodo, infatti, può verificarsi la presenza di una nuova richiesta da parte di Aretusacque mentre non è ancora immediatamente evidente la restituzione della somma versata al precedente gestore.
L’importo, in ogni caso, non è uguale per tutti. Viene calcolato sulla base dei consumi storici della singola utenza e non può superare il valore di tre mensilità di consumo. Per chi non dispone di uno storico, viene utilizzato il consumo medio della corrispondente tipologia di utenza. Il pagamento viene suddiviso in tre rate, a partire dalla prima fattura, con aggiornamento annuale.
C’è però un modo per evitare il versamento. Il deposito non è dovuto dagli utenti che beneficiano del bonus sociale idrico e nemmeno da quelli che attivano la domiciliazione bancaria o postale delle bollette. Chi aveva già la domiciliazione con il precedente gestore deve però sottoscrivere un nuovo mandato a favore di Aretusacque, perché il cambio di gestore comporta anche un nuovo rapporto contrattuale. In questo caso, se il deposito è già stato addebitato, viene restituito.
La regola é che alla cessazione del contratto il deposito deve essere restituito entro 30 giorni, con l’aggiunta degli interessi legali. Non è necessario presentare ricevute o altra documentazione per dimostrare l’avvenuto versamento.
Aretusacque sottolinea infine che il deposito cauzionale è distinto dalle tariffe del servizio. Le tariffe attualmente applicate restano invariate, in attesa della definizione della tariffa unica che dovrà essere validata dall’Autorità Territoriale Idrica.
Per informazioni sul singolo importo, sulla domiciliazione o sulle agevolazioni, Aretusacque invita gli utenti a rivolgersi ai propri canali di assistenza.