Sgombero e bonifica dell’ex Casa del Pellegrino, interviene la Prefettura nello stallo tra Comune e Santuario

La maxi operazione di bonifica della ex Casa del Pellegrino è scatta questa mattina, poco prima delle nove. Massiccio lo spiegamento di forze, con in primo piano la Polizia di Stato. I Vigili del Fuoco hanno aperto un accesso, nei pressi di quello che una volta era l’ingresso principale. Sono così iniziate anche le verifiche all’interno della struttura, diventata in questi anni di abbandono terra di nessuno e rifugio abusivo per senza tetto e disperati. Almeno tre gli incendi scoppiati negli anni e solo una buona dose di fortuna e l’intervento di soccorsi hanno evitato che diventassero qualcosa di realmente grave.
Da mesi la situazione era tornata sotto la lente della Prefettura di Siracusa, dopo alcune convocazioni bonarie di rappresentanti del Comune di Siracusa (proprietario dell’immobile) e dell’ente Santuario Madonna delle Lacrime (che dispone in comodato del bene). Andati a vuoto al momento i tentativi esperiti per una soluzione extragiudiziale dell’intricato contenzioso. Alla fine, anche il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha dovuto prendere atto dello stallo e delle condizioni critiche – sociali, sanitarie e di ordine pubblico – che ormai avevano al centro la struttura nata per ospitare i pellegrini in visita al Santuario, poi trasformatasi in struttura alberghiera e quindi – dopo il fallimento – precipitata nell’oblio.
Le operazioni di bonifica e messa in sicurezza affrontano così di petto una situazione di degrado che, negli ultimi anni, ha interessato pesantemente l’immobile e l’area circostante. Fatti “sfuggiti” sia la Comune di Siracusa che allo stesso Santuario, bloccati in uno scontro senza vincitori.
Danneggiamenti, atti vandalici, incendi e occupazioni abusive hanno segnato gli ultimi anni di vita di quell’immobile accanto all’ospedale di Siracusa ed a due passi da attrattori quali il museo regionale, l’area archeologica della Neapolis e – ovviamente – il Santuario.
L’azione odierna prevede la bonifica degli ambienti, la verifica delle condizioni igienico-sanitarie e la messa in sicurezza dell’edificio. Le operazioni proseguiranno nei giorni successivi, sulla base delle condizioni che saranno riscontrate all’interno della struttura. Un intervento che non riguarda soltanto la sicurezza dell’immobile. La bonifica della ex Casa del Pellegrino si intreccia infatti con una situazione di disagio sociale che negli anni si è sovrapposta al progressivo abbandono della struttura. Per questo, accanto alle attività tecniche, sarà centrale il coinvolgimento del settore Solidarietà sociale del Comune e degli operatori dell’Asp. L’obiettivo sarà anche quello di intercettare e accompagnare le eventuali persone presenti all’interno della struttura, attraverso un’attività di ascolto e orientamento verso i servizi e le forme di assistenza disponibili.
La prospettiva, dunque, è quella di affrontare la vicenda su più livelli: ripristinare condizioni di sicurezza e salubrità, tutelare il patrimonio immobiliare e, allo stesso tempo, non lasciare senza risposta le situazioni di fragilità abitativa che hanno contribuito a trasformare la Casa del Pellegrino in un luogo di riparo di fortuna.