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Si abbassa l’età dei contagiati nel siracusano: scuole chiuse o in quarantena. E’ la variante?

In Sicilia, nella settimana, che va dal 10 al 16 marzo, risulta in peggioramento l’indicatore relativo ai “Casi attualmente positivi per 100.000 abitanti”: 303. E si registra un aumento dei nuovi casi, con variazione percentuale pari al 3,9% rispetto alla settimana precedente. Sono gli ultimi dati elaboratori dalla Fondazione Gimbe di Bologna.
Nulla di allarmante, sono numeri fortunatamente lontani da quelli registrati in Sicilia ad inizio anno, quando la regione era regolarmente prima per contagio in Italia. Ma il trend indica comunque una ripresa dei contagi “inesorabile e giornaliera”, dice l’infettivologo siracusano Gaetano Scifo. Proprio la provincia di Siracusa non è certo esente dalla tendenza al rialzo come testimoniano i casi di Augusta, Melilli e Portopalo. E c’è un dato che merita di essere evidenziato: cresce il numero dei positivi giovanissimi. Hanno tra i 9 e i 12 anni e sono facilmente collegati ai questi cluster scolastici che hanno portato alla chiusura delle scuole nelle tre cittadine citate. E aumentano le classi in quarantena anche negli istituti del capoluogo, in particolare i comprensivi. Tutta la settimana è rimasto chiuso l’istituto Raiti e adesso disposta didattica a distanza per le sezioni di scuola media del Wojtyla. Negli ultimi tre giorni, solo a Siracusa città sono 6 i nuovi positivi di età compresa tra gli 11 ed i 10 anni.
Si abbassa l’età dei contagiati e le scuola tornano a soffrire il virus. E’ la prova della presenza ingombrante della variante inglese nel nostro territorio? Gaetano Scifo sceglie la linea della prudenza. “Non ci sono dati certi per affermarlo. E’ pur vero che non si può neanche sostenere il contrario. Se quelli a cui assistiamo, in Sicilia come a Siracusa, sono i primi segnali della terza ondata è altamente probabile che la responsabile della terza ondata è la variante inglese”.
Mancano dati certi perchè pochi sono i centri in Sicilia capaci di sequenziare il virus. Palermo è dotata di quel sistema che, in automatico, traccia il sequenziamento del campione analizzato e individua le variazioni. Il tampone, da solo, non permette questo tipo di tracciamento. L’Istituto Superiore di Sanità ha suggerito allora di utilizzare, come test diagnostici molecolari, quelli multi-target poiché in grado di rilevare più geni del virus, non solo quello sin qui individuato dai canonici tamponi rapidi.
“L’80% dei contagi registrati in Sicilia sono a causa delle varianti, tutto ciò merita quantomeno una seria riflessione metodologica per il futuro, ma soprattutto per l’immediato presente”, ha affermato la deputata regionale siracusana Daniela Ternullo (FI).
“Faccio un esempio pratico. In un comune del siracusano, su 431 screening effettuati nelle strutture scolastiche, l’esito è stato lapidario: tutti negativi. Il problema è sorto quando tra i soggetti sottoposti a test, ben 3 erano positivi alla variante del virus, nonostante i tamponi rapidi avessero dato esito negativo. Sono gli stessi che vengono effettuati nei drive-in. Non voglio creare allarmismi ma ribadisco, servono chiarimenti. Faccio pertanto appello al Ministro Speranza, oltre a coinvolgere personalmente il Presidente Musumeci e l’Assessore Razza, affinché sia alzata maggiormente la guardia, specie in virtù delle scuole chiuse in diversi comuni siciliani. Il rischio è un ulteriore incremento della curva epidemiologica che non possiamo permetterci”.