Sicilian Shakespeare Fest 2026, oggi a Siracusa. Finale prevista a New York
Ritorna a Siracusa il Sicilian Shakespeare Fest edizione 2026 con spettacoli, incontri shakespeariani, talk e cineforum, dal 03 al 29 agosto al Liceo Artistico Gagini. Il Sicilian Shakespeare Fest, ideato e guidato dalla direzione artistica di Luciano Bottaro, si conferma appuntamento cult dell’estate teatrale nostrana che rifiuta la facile fascinazione per scavare nella nuda materia della drammaturgia. Gli spettacoli in cartellone non offrono infatti rassicuranti riletture filologiche ma interrogano lo spettatore attraverso scarti di regia taglienti, sulla scia di quella grande critica militante dove il silenzio vale quanto il verso e la geometria dello spazio scenico diventa pensiero critico puro. Stasera 22 agosto alle 20.30 nell’aula magna del Liceo artistico Gagini a Siracusa, andrà in scena, “Processo a William Shakespeare” con Giuseppe Garofalo, Valentina Cropanese e Luciano Bottaro. Quest’anno il Salento Shakespeare Festival si è unito al circuito nazionale e dalla prossima stagione si uniranno al circuito del festival Campania, Calabria, Basilicata, Toscana e ovviamente le regioni che hanno già i loro apprezzati e collaudati festival come il Veneto, la Lombardia e altre. L’edizione 2026 del Sicilian si espande capillarmente nel territorio siciliano, trasformando l’intera isola in un grande laboratorio diffuso dove i classici vengono indagati attraverso sensibilità registiche uniche. Agrigento e Caltanissetta, coordinate con intensità da Nunzio Bonadonna, vede in scena “Re Lear e le giovani donne di Shakespeare”, un’indagine spietata e poetica sulla fragilità del potere e sulla giovinezza negata. Palermo, vede protagonista Ugo Bentivegna con “Giulio Cesare. Le idi di Marzo”, uno studio teso e geometrico sulla congiura, la retorica e il tradimento politico. Messina illuminerà il festival con “Sogno di una notte di mezza estate”, diretto da Anthony Foti, in cui la foresta incantata diventa lo specchio deformante delle passioni umane. Cuore pulsante della manifestazione è l’attesa competizione che eleggerà lo spettacolo destinato a rappresentare la Sicilia all’Italian Shakespeare Festival. Ma la sfida scenica non va letta attraverso la lente della competizione. Il contest del Sicilian Shakespeare Fest nasce come pretesto nobile per uno scambio culturale totale, un crogiolo in cui compagnie professioniste e realtà non professioniste si incontrano senza barriere di casta o accademie. Qui il palcoscenico azzera le distanze, ricordandoci come il teatro, prima di essere industria, sia comunità parlante, che tra ricerca della parola e rischio critico, dimostra che reinterpretare o riscrivere i testi del Cigno di Stratford non è solo attualizzare Shakespeare, operazione spesso oziosa e ruffiana, quanto riconoscere che Shakespeare ci ha preceduti nei nostri stessi abissi, come sottolinea Luciano Bottaro, consolidata guida del festival insieme ai responsabili nazionali del premio. La tappa siciliana eleggerà quindi lo spettacolo che rappresenterà la Sicilia all’Italian Shakespeare Festival, nella quale la finale nazionale incoronerà la performance Shakespeariana più bella del Circuito che a sua volta andrà avanti nella fase internazionale, unendo le kermesse di 10 nazioni europee, fino al grande traguardo della finale con soli 5 continenti, prevista a New York.