Siracusa, che beffa! Gli azzurri creano, il Cerignola vince

Il De Simone torna ad essere terreno di conquista. Vince il Cerignola, senza troppo merito se non la capacità di resistere e pescare un rigore frutto di un gentile regalo della retroguardia azzurra. Seconda sconfitta consecutiva con la spada di Damocle della penalizzazione in arrivo. Non un gran momemto per gli azzurri.
Scelte obbligate per Turati, con il volto nuovo Arditi in panchina insieme ad altri giovani aggregati per necessità. A differenza del Monopoli, il Cerignola lascia spazi per giocare ed il Siracusa li occupa con costanza. Il dato del possesso palla, alla fine del primo tempo, dice 63% per gli azzurri con 7 calci d’angolo (saranno 15 alla fine) e 2 buone occasioni tra il 23 ed il 26 minuto. La prima con Di Paolo insidioso in area e murato da Iliev in uscita bassa disperata. La seconda con un tiro secco di Gudelevicius da fuori area, a cui il portiere si oppone in tuffo. Solo dopo la mezz’ora si vede il Cerignola. Un paio di tentativi in fuorigioco, con Farroni comunque attento, poi al 42 la conclusione improvvisa di Parlato. Anche in questo caso, pronto il portiere azzurro. Senza recupero, si va negli spogliatoi. Più Siracusa che Cerignola, ma agli azzurri manca il guizzo finale negli ultimi venti metri, nonostante il gran lavoro di Valente e Contini.
Stesso copione nella ripresa, con il Siracusa che nei primi venti minuti sfiora il vantaggio in tre occasioni. Clamoroso il salvataggio sulla linea, a portiere battuto, su tiro di Limonelli. Era il 61. Dieci minuti dopo, il Siracusa chiede.un rigore per fallo in area su Pacciardi. Revisione video, tutto regolare per l’arbitro. Al 77, però, il rigore arriva ed è per il Cerignola. Leggerezza grave di Sapola, che nel calciare il pallone colpisce anche l’avversario, in piena area. Nell’incredulità generale, penalty per il Cerignola che fino a quel momento si era limitato a difendersi. Dopo check video, Gambale realizza all’80. Con più fortuna che merito, ospiti in vantaggio. Per il forcing finale dentro Arditi e Zanini. Unico brivido all’89 con Frisenna, subentrato a metà ripresa, che devia di testa ma vola Iliev e salva ancora la sua porta. Niente da fare, non è giornata. I sei minuti di recupero sono solo una lunga, interminabile preghiera dei tifosi azzurri. Ma oltre all’esplusione del tecnico del Cerignola, cambi e perdita di tempo non c’è spazio per la speranza.