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Siracusa. Coronavirus, aprile mese decisivo: 9 ricoveri in 48 ore, speranza dalle terapie

Negli ultimi due giorni è stato registrato un aumento nei casi di positività al coronavirus. Giovedì sono stati 6 i ricoverati e per uno di loro è stato necessario ricorrere alla rianimazione; ieri altri 3 ricoveri. “Dobbiamo vedere come si evolverà adesso la situazione. Ci stiamo avviando verso il picco. Gli esperti ci dicono che aprile è il mese decisivo. Restiamo cauti”, spiega Antonella Franco, infettivologa e direttrice di Malattie Infettive a Siracusa.
Attualmente, i pazienti ricoverati in provincia di Siracusa sono 44: 13 al Covid di Noto, 20 al Covid Center di Siracusa, 5 al Covid dell’ospedale Muscatello, 3 al Covid pneumologia dell’Umberto I, 3 in terapia intensiva. “I pazienti sono sereni. Spaventate sono semmai le persone ce ruotano attorno”, confida in cima ad una delle ormai infinite giornate di lavoro in prima linea.
“Per guarire ci vuole tempo. Ma si può migliorare nel breve periodo. Con le terapie, scompare la sintomatologia acuta ed il paziente viene dimesso a casa oppure negli altri covid, come Noto, per la convalescenza fino a negativizzazione del test”, spiega la dottoressa Franco. “Abbiamo registrato anche due guarigioni complete: significa guarigione clinica e sierologica, con scomparsa del virus dal sangue. Abbiamo tre pazienti che stanno guarendo sierologicamente. Il primo tampone dopo la malattia è negativo, attendiamo secondo tampone”.
Una volta guariti totalmente, si torna alla vita normale. Con tutte le precauzioni che oggi valgono per chiunque. Ma non c’è ancora oggi una evidenza scientifica per cui si può affermare con certezza che una volta guariti non si rischia un contagio di ritorno. “Non sappiamo molto di questo virus. Non sappiamo se si formano anticorpi e se sono permanenti. Se si guarisce si può riprendere? Non lo sappiamo con certezza”.
La cosa certa è che la sperimentazione con il Tocilizumab sta dando risultati incoraggianti. “L’80% dei pazienti migliorano, fino a scomparsa della sintomatologia respiratoria. Fortunatamente siamo rientrati tra i 700 trattamenti nazionali abilitati fino a dicembre”.

foto: il Messaggero