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Siracusa. Covid-19 e restrizioni : “Puntare sull’autoregolamentazione delle categorie produttive”

“Un approccio equilibrato, condiviso con le categorie imprenditoriali interessate”. Il deputato regionale Giovanni Cafeo invita ad un’applicazione quanto più razionale possibile dei provvedimenti adottati per il contenimento del Covid-19. Il vice presidente della commissione Attività Produttive dell’Ars pone in evidenza “l’errore che il Governo Musumeci non può commettere”. Per Cafeo sbagliato sarebbe “emanare eventuali provvedimenti restrittivi basandosi esclusivamente sui codici Ateco, senza cioè confrontarsi con le categorie interessate, alcune delle quali, come ad esempio quelle che riguardano la toelettatura per cani e gatti, pur rientrando tra i servizi alla persona non prevedono di certo pericoli di trasmissibilità diretta del virus”.
“A tal proposito un plauso va alla CNA, associazione di categoria che ha scelto in svariati casi, incluso proprio il settore della toelettatura degli animali, l’adozione di uno stringente protocollo di autoregolamentazione anticovid – prosegue Cafeo – con regole ferree e in certi casi anche più rigide di quelle nazionali, documenti dai quali l’autorità pubblica potrebbe trarre il giusto spunto per evitare interventi dannosi e spesso illogici”. Il parlamentare regionale di Italia Viva ritiene che il nuovo Dpcm contenga delle incongruenze, “legate soprattutto alle limitazioni per le cerimonie – continua ancora Cafeo – perché se da un lato si fissa a 30 il numero degli invitati massimi consentiti, dall’altro non esistono limitazioni di numero in generale per le attività di ristorazione ma soltanto di orario. Dando per scontato che non possono esistere norme perfette, è altrettanto evidente che soltanto il continuo confronto con gli operatori del settore può dare risultati accettati e condivisi da tutti – conclude  Cafeo – ed è quindi importante prendere spunto dai vari codici di autoregolamentazione già prodotti, visto che la ratio di ogni provvedimento deve essere, prima di tutto, il buon senso nonché la possibilità per le aziende di continuare, in piena sicurezza, a svolgere i propri servizi”.